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    Vibo Valentia – Reddito di cittadinanza: sequestro a imprenditore della criminalità organizzata

    La Guardia di Finanza, nell’ambito della programmazione operativa 2020, ha
    intensificato gli interventi in materia di Reddito di cittadinanza, con lo scopo di
    contrastare le condotte di indebita richiesta, percezione e/o fruizione di
    Prestazioni Sociali Agevolate spettanti a cittadini in condizione economica e
    sociale svantaggiata, collegate alla presentazione di Dichiarazioni Sostitutive
    Uniche.
    Contestualmente, la Procura della Repubblica di Vibo Valentia ed il Gruppo di
    Vibo Valentia hanno da tempo avviato mirate indagini di polizia giudiziaria
    finalizzate a verificare la regolarità delle fruizioni del sussidio da parte di
    soggetti non aventi diritto, appartenenti o collegate alla criminalità organizzata.
    Detti controlli hanno, ancora una volta, prodotto risultati positivi, consentendo
    l’individuazione di un esponente apicale della ‘ndrangheta vibonese che,
    omettendo di comunicare di essere stato colpito da una misura cautelare
    personale emessa nell’ambito della nota Operazione Rinascita – Scott, aveva
    indebitamente beneficiato, dal mese di gennaio, di circa € 3.000 euro di Reddito
    di cittadinanza.
    Si tratta di Angelo ACCORINTI, nipote di Giuseppe ACCORINTI, ritenuto al
    vertice dell’omonima ‘ndrina operante nel territorio di Zungri e zone limitrofe,
    coinvolto in numerose inchieste.
    Al termine del controllo sulla spesa pubblica, i finanzieri lo hanno denunciato
    alla locale Procura della Repubblica, guidata dal Procuratore – Dott. Camillo
    Falvo, che ravvisando gli estremi del reato previsto e punito dall’art. 7, comma
    2, del D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, unitamente al Sostituto – Dottoressa
    Filomena Aliberti, ha chiesto al GIP l’emissione di un decreto di sequestro
    preventivo, eseguito in data odierna, avente per oggetto la somma di 3.000
    euro circa, quale profitto illecito derivante dalla commissione del reato.

    La Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza proseguiranno l’azione di
    contrasto in materia di Reddito di Cittadinanza, per evitare che le somme
    possano andare a beneficio di boss mafiosi o altri appartenenti alle cosche,
    verificando anche l’esistenza di eventuali connivenze o mancati controlli ad
    opera dei soggetti preposti.
    L’azione del Corpo, infatti, è finalizzata a prevenire e reprimere condotte illecite
    dall’elevato disvalore sociale in quanto tese a sottrarre risorse alle fasce più
    bisognose della popolazione, evitando il dispendio di risorse a beneficio di
    soggetti non aventi diritto, come, ad esempio, i condannati in via definitiva per
    associazione a delinquere di tipo mafioso.
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