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    Francesco Pitaro (Gruppo Misto): «Presenterò un’istanza al Dipartimento Salute della Regione e all’Asp di Vibo per l’assurda assenza della postazione 118 a Nicotera»

    «Le criticità esistenti in ambito sanitario nel territorio di Nicotera sono gravissime. È inaccettabile che un paese di oltre sei mila abitanti, il cui comprensorio nella stagione estiva raggiunge le ventimila presenze, sia privo di una postazione del 118, ovvero di un presidio sanitario in grado di garantire interventi immediati in caso di incidenti o patologie acute. Presenterò un’istanza al Commissario Ad Acta del Dipartimento Salute della Regione Saverio Cotticelli, al Direttore Generale del Dipartimento Salute della Regione Francesco Bevere e al Commissario Straordinario dell’Asp di Vibo Valentia Giuseppe Giuliano, per fare luce sull’assurda e preoccupante condizione in cui vive un’intera popolazione, costretta ad affidare le proprie vite ad una a dir poco inadeguata assistenza sanitaria». È quanto afferma il consigliere regionale Francesco Pitaro (Gruppo Misto) in un incontro con i consiglieri comunali di Nicotera Maria Adele Buccafusca e Antonio D’Agostino. «Il diritto alla salute e i Livelli Essenziali di Assistenza – continua Pitaro – sono stati negati e oltraggiati, perché è impensabile che un cittadino di Nicotera debba attendere i soccorsi da Tropea o da Vibo (che distano circa 30 km) rischiando di incorrere in conseguenze disastrose per la propria salute o addirittura di perdere la vita a causa di ritardi negli interventi delle ambulanze dovuti a strade dissestate, ricche di tornanti, altamente trafficate d’estate e gelate d’inverno. Né si può pensare che la sola guardia medica, non attrezzata e non formata per il primo soccorso, possa sopperire alla mancanza di una postazione del 118». «Le negligenze e le iniquità nei confronti della struttura ospedaliera di Nicotera, peraltro monca di un coordinatore con poteri decisionali, non finiscono qui – spiegano i consiglieri di minoranza Buccafusca e D’Agostino – In nessun ospedale pubblico o privato succede che interi reparti chiudano in seguito al pensionamento dei responsabili o senza valida motivazione. E i pochi ambulatori rimasti si trovano in una struttura pressoché fatiscente che rischia di cadere a pezzi, “saccheggiata” negli anni a beneficio di altri ospedali della provincia di Vibo e privata delle basilari operazioni di manutenzione. Si pensi, a mo’ di esempio, che nell’ambulatorio di radiologia giace da circa tre anni un’apparecchiatura radiografica ancora imballata, che il servizio ticket ha un solo dipendente  e l’ufficio prelievi un solo infermiere, e che la periodica pulizia degli spazi esterni al nosocomio è un’utopia». «È arrivato il momento di cambiare registro – concludono i consiglieri comunali – la politica non può accontentarsi di qualche servizio di prevenzione, ma deve passare ad atti concreti se ha davvero a cuore la salute e la vita dei suoi cittadini».