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    Cura Italia, il senatore Mangialavori: «Governo ha ignorato proposte centrodestra»

    «La questione di fiducia sul “Cura Italia” conferma la volontà di questo governo di non collaborare con l’opposizione e disattende le indicazioni del capo dello Stato, che aveva auspicato un clima di unità nazionale per fronteggiare l’emergenza coronavirus. L’esecutivo ha rifiutato fin dal principio qualsiasi dialogo e non ha voluto prendere in considerazione le tante ed efficaci proposte avanzate dal centrodestra. A queste condizioni è impossibile votare la fiducia».


    Così il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori, oggi presente a Palazzo Madama per i lavori di conversione in legge del decreto varato lo scorso 17 marzo.
    «Come ha già avuto modo di sottolineare il presidente Berlusconi – spiega Mangialavori –, il governo ha fatto solo annunci senza alcuna apertura concreta rispetto alle nostre proposte, probabilmente confidando in una “opposizione servente”. Forza Italia e tutto il centrodestra, invece, hanno da subito manifestato l’intenzione di collaborare fattivamente alla risoluzione della crisi, attraverso una lunga serie di emendamenti i quali, se approvati, avrebbero permesso di fronteggiare in modo più incisivo questa delicatissima fase della nostra storia».
    «Abbiamo chiesto che lo Stato diventasse il garante delle imprese davanti alle banche, ma gli interventi messi in atto dal governo – spiega ancora il senatore azzurro – puniscono oltremodo gli imprenditori e i piccoli commercianti. Abbiamo invocato una massiccia iniezione di liquidità per tutto il sistema economico nazionale, anche per mezzo di un reddito minimo di mille euro per tutte quelle categorie di lavoratori costretti a incrociare le braccia per l’emergenza. La risposta dell’esecutivo è stata invece del tutto insufficiente rispetto alle attese e alle necessità. Per non parlare delle scadenze fiscali che riguardano i cittadini – prorogate, ma non abbastanza, considerata la depressione economica che sta per abbattersi su tutto il sistema – e della necessità di tagliare la burocrazia per consentire una rapida ripartenza degli investimenti. E ancora, abbiamo chiesto l’eliminazione del prossimo acconto delle partite Iva, il raddoppio dello stipendio per gli operatori sanitari, un miglior impiego del reddito di cittadinanza, la cedolare secca per gli affitti commerciali. Non è avvenuto niente di tutto questo: il governo ha invece voluto procedere da solo, blindando un testo lacunoso e del tutto inadatto a risolvere i tanti e gravi problemi del Paese».
    «Il nostro “no” al “Cura Italia” è dunque dettato da ragioni ben precise, nella speranza – conclude Mangialavori – che il prossimo passaggio del decreto alla Camera dia al centrodestra l’opportunità di collaborare fattivamente per il miglioramento del testo».