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    ‘Ndrangheta, faida dei boschi: sette fermi della Polizia

    Sono sette i fermi per la cosiddetta faida dei boschi che insaguinò le Serre vibonesi. I 7 sono accusati a vario titolo di tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi

    Sette persone, tra le quali due donne, sono state fermate dagli uomini della Squadra Mobile di Vibo Valentia e del Commissariato di Serra San Bruno, con il supporto del Servizio Centrale Operativo di Roma e del Reparto Prevenzione Crimine di Vibo Valentia, in esecuzione di un decreto di fermo, emesso dalla Dda di Catanzaro. I sette sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi – provento di furto o comunque alterate per aumentarne la potenzialita’ offensiva (a canne mozze) – oltre che di ricettazione: reati tutti aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, dirette dai sostituti procuratori della Dda Annamaria Frustaci e Filomena Aliberti coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri e dal procuratore capo Nicola Gratteri, sono scaturite dal tentato omicidio di due fratelli, uno dei quali affetto da sindrome di Down e hanno fatto luce sulle dinamiche criminali della cosiddetta “faida dei boschi” che vede impegnate nella contesa per il controllo del territorio le famiglie Loielo ed Emanuele-Maiolo.