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    Vibo: Generazione giovani mette radici nella provincia

    E giunta l’ora anche nella provincia di Vibo Valentia di veder nascere i circoli giovanili di Futuro e Libertà,  i giovani finiani, così definiti per antonomasia, registrano adesioni con cifre notevoli, da qui a breve nasceranno in molti comuni del vibonese diversi circoli al pari dell’ottima

    stagione autunnale per la raccolta dei funghi.
    tutto ciò richiama una necessità di cambiamento e di rinnovamento della futura classe dirigente, come d’altronde anche a livello nazionale si può osservare già da diverso tempo.
    In prima linea nel comune di Vibo Valentia giovani studenti e neo professionisti di natura variegata, come Walter Franzè e su tutto il territorio provinciale altri come Domenico Zungri, Gisella Tedesco, non dimenticando che al suo interno il neonato gruppo politico-giovanile esprime ben due rappresentanze nel comitato di promozione giovanile nazionale Claudia Bulzomì e Alberto Russo, che sentono l’onore di rappresentare l’intera comunità giovanile vibonese del futuro partito del presidente Fini,  inoltre sentono la stima di tutti i giovani vibonesi aderenti al movimento.
    Il gruppo giovanile si propone nella sua interezza di promuovere sul territorio attività variegate che vanno dalla promozione della cultura passando per la legalità e per tutti gli altri ambiti che fanno parte non solo del mondo politico ma anche del vivere sociale e culturale.
    I giovani del FLI, dei quali sarebbe impossibilie elencarne tutti i nomi per ragioni numeriche, vogliono creare una net life policy, una rete di rapporti sociali e politici poggiandosi su validissime figure come quella di Maria Limardo, loro estimatrice e guida,  e l’onorevole Angela Napoli coordinatrice regionale del partito, pronti a capillarizzare sul territorio le loro attività e la loro presenza fra la gente.
    L’entusiasmo è molto, la voglia di fare non manca afferma Raffaele Carullo, membro attivo, infatti e stata già stilata una agenda programmatica, tenuta da Silvestro Bonaventura, lo scorso quindici di ottobre, quando in una sala gremita dell’hotel cinquecentouno diedero inizio a questo cammino per una svolta storica, che ci tengono a confermare all’unanimità che detta svolta sia una “condicio sine qua non”  la provincia calabrese non andrà avanti.