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    Vibo, caso-teatro: la replica di Daffinà

    Segue la nota diffusa da Antonio Daffinà, capogruppo Udc al comune di Vibo:

    Non pensavamo che un semplice suggerimento, peraltro fatto nell’esercizio delle funzioni di consigliere comunale e in seno ad un organo consiliare ufficiale, potesse scatenare una reazione così accesa e forse,

    questa sì, “fuori luogo”.
    Quando da capogruppo consiliare dell’Udc ho suggerito di prendere in considerazione di ubicare il teatro cittadino presso il Teatro-Cinema Valentini, pensavo semplicemente di aver assolto al mio ruolo istituzionale dando voce a quello che è il sentimento comune dei vibonesi che da anni auspicano la realizzazione del teatro cittadino in un luogo centrale valorizzando anche un pezzo importante della storia sociale recente di questa città. Del resto dell’importanza del “vecchio” Teatro-Cinema Valentini era sta già ampiamente riconosciuta anche dall’ex sindaco Costa e dalla sua giunta di centrodestra che aveva preso contatti con la famiglia proprietaria proprio per la realizzazione del teatro in quell’area.
    Mi stupisce l’acredine del consigliere Mazzeo proprio perché il mio era esclusivamente un contributo dato alla discussione su un argomento di grande importanza e rilievo per la città che certamente avrebbe meritato un maggiore coinvolgimento dei consiglieri di maggioranza. Un coinvolgimento preventivo rispetto all’approvazione della delibera della Giunta saggiamente guidata dal sindaco D’Agostino durante il quale sarebbe stato possibile approfondire una tematica che per la nostra città ha una importanza qualificante. Il teatro comunale, infatti, non è solo un’infrastruttura ma deve necessariamente divenire un faro di cultura e civiltà per tutta la città e per questo motivo prima di decidere di realizzarlo in zone periferiche, che certamente meritano di essere valorizzate e indubbiamente saranno oggetto della massima attenzione della giunta comunale, è necessario esperire ogni possibile tentativo per tentare di costruirlo nel centro cittadino.
    Per quanto concerne il finanziamento di 6 milioni di euro, che certamente non sarà sufficiente per la realizzazione dell’opera, la circostanza che sia vincolato alla costruzione di una struttura ex-novo mi giunge nuova e, per la verità, mi suscita non poche perplessità, ma quand’anche fosse vero da parte nostra non è mai venuta meno la disponibilità a dialogare sull’argomento e, nello spirito di condivisione che ci lega alla maggioranza che sostiene il sindaco D’Agostino, maggioranza di cui facciamo pienamente e convintamente parte, saremo sempre pronti ad appoggiare le decisioni che la maggioranza, collegialmente, vorrà prendere.
    Non condivido, quindi, le parole del consigliere Mazzeo che avrebbe certo potuto avviare un dibattito costruttivo sull’argomento piuttosto che bocciare senza appello un semplice suggerimento. Anche per questa ragione ribadisco la proposta di prendere in considerazione l’utilizzo del canone di fitto di Palazzo Gagliardi, qualunque sia la localizzazione finale del teatro, per sottoscrivere un mutuo con cui integrare il finanziamento ministeriale concesso e completare un’opera che la città non solo attende da troppi anni ma che costituisce un impegno cui nessuno di noi può sottrarsi.
    Non intendo fare sterile polemica su aspetti così importanti per la nostra città e per questo motivo ribadisco il suggerimento dato e invito il sindaco a sondare le reali possibilità esistenti per realizzare il teatro nel centro cittadino, confermo che comunque saremo pronti a sostenere le determinazioni prese dalla maggioranza cui apparteniamo e chiarisco che non intendo dare seguito ad ulteriori repliche.
    La gente ha bisogno di fatti, non di parole.