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    Vibo: assessore Pasquale Fera replica all’ex consigliere regionale Antonio Borrello

    Di seguito nota Provincia Vibo:

    L’assessore provinciale Pasquale Fera (foto) replica alle dichiarazioni dell’ex consigliere

    regionale Antonio Borrello, che ha espresso dure critiche nei confronti delle scelte attuate dal presidente della Provincia Francesco De Nisi, che ha recentemente rimodulato la composizione della giunta.
    «I toni usati da Borrello sono inusuali per un politico che si definisce moderato – afferma Fera -. L’ex consigliere regionale, pur non avendo nessuno a rappresentarlo in Consiglio, dispensa lezioni di coerenza politica e rivendica tra le righe un posto nell’esecutivo provinciale a discapito di chi, come me, esprime invece una precisa rappresentanza politica, essendo il coordinatore provinciale dell’Api, che ha un suo esponente nella maggioranza che sostiene De Nisi. Frustrato dalle scelte del presidente, dunque, Borrello spara ad alzo zero nel vano tentativo di delegittimare politicamente queste decisioni, e per conseguire il suo obiettivo non si fa scrupolo di scadere nelle offese personali parlando di assessori nominati alla stregua di “gatti” e “cavalli”, dando fondo al più usurato qualunquismo. Da un politico della sua esperienza – continua Fera – mi sarei aspettato una reazione diversa, magari critica, ma comunque costruttiva. Il presidente De Nisi ha fatto le sue scelte, dettate innanzitutto dalla volontà di rilanciare l’azione dell’Ente che guida e chiamando a questo scopo amministratori esperti. Borrello ne prenda atto e si metta l’animo in pace, perché attacchi così virulenti screditano soltanto chi li pone in essere, soprattutto quando fa parte della stessa area politica dei suoi presunti bersagli, alimentando il sospetto che l’unico risultato che si prefigge sia quello di delegittimare un’Amministrazione che lavora con impegno. Senza dubbio il suo giudizio sull’attività dell’Ente, oggi così critico, sarebbe stato molto diverso se ad essere chiamato in giunta fosse stato lui o chi per lui».