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    Vibo, ricoverato al Pronto soccorso aggredisce parenti e medici

    Il Direttore Generale dell’Asp, Rubens Curia, ha inviato la sua personale solidarietà, quella del management e del personale aziendale ai due medici e tre infermieri in servizio presso il Pronto

    soccorso del presidio ospedaliero “G. Jazzolino” di Vibo Valentia che nella notte del 6 u.s. sono rimaste vittime degli atteggiamenti poco ortodossi assunti da un paziente D.D. trasferito con una ambulanza del 118 all’ospedale per stato di ebbrezza alcolica in seguito ad uso di stupefacenti.
    Stando ad una prima descrizione dei fatti i medici Nicola Crupi e Marianna Rodolico e gli infermieri Antonio Martino, Agnese Malesa e Pia Converti Guida, hanno dovuto fare presto i conti con le esternazioni fisiche di D.D. che dopo le prime cure, in evidente stato di agitazione, ha incominciato ad usare espressioni verbali violente nei confronti dei familiari che lo avevano accompagnato.
    Successivamente ha preso di mira gli arredi del servizio, tentando di aggredire il personale medico ed infermieristico.      
    Questi ultimi nel tentativo di trattenerlo, allo scopo di evitare forme di autolesionismo ed ulteriori danni alle cose, subivano delle lesioni.
    Terminata la bravata il paziente, accompagnato dai familiari, si dileguava evitando l’arrivo dei carabinieri prontamente accorsi subito dopo la denuncia.
    Il Direttore generale Rubens Curia ha fatto pervenire al personale sanitario coinvolto nell’accaduto una lettera di vicinanza dove spiega, tra l’altro che dopo aver appreso i particolari dell’accaduto “sento il dovere congratularmi con voi tutti per l’alto senso del dovere, la professionalità e l’adeguato comportamento assunti in una circostanza che nella nostra Azienda, purtroppo, non è nuova. Il comportamento irriguardoso e irresponsabile del paziente va, comunque, denunciato ma nel contempo inserito nel contesto degli episodi che spesso rientrano anche nella casistica degli atti  prevedibili soprattutto quando l’azione è prodotta da un soggetto fragile proprio per le sue precarie condizioni di stabilità psichica. Ho bisogno, altresì, di invitarvi – conclude Rubens Curia –  a continuare nel vostro quotidiano impegno, assicurandovi la certezza della vicinanza dell’Azienda e la consapevolezza che detti atteggiamenti  sono destinati nel tempo a ridursi proprio per la convinzione che chi ha bisogno di assistenza e cura, in un momento di disagio, non può assumere comportamenti di aggressione verso chi è preposto ad aiutarlo ad uscire fuori da quella condizione.”