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    Precariato: confronto tra Provincia, consiglieri regionali e sindacati per la ricerca di una soluzione

    Doveva essere una riunione squisitamente operativa, e in parte lo è stata. Ma la natura della tematica affrontata e la presenza di numerosi lavoratori precari dell’Amministrazione

    provinciale ha dato all’incontro di oggi tra l’assessore provinciale alle Politiche del lavoro, Michelangelo Mirabello, i sindacati ed i consiglieri regionali vibonesi, un tenore programmatico, che ha consentito ai soggetti istituzionali coinvolti di mettere le carte in tavola senza equivoci.
    Oggetto dell’incontro, convocato da Mirabello venerdì scorso, è stata la sorte dei lavoratori precari, con particolare riferimento a quelli in forza alla Provincia e all’Aterp. Una problematica ormai annosa, che l’assessore provinciale intende risolvere una volta per tutte, puntando all’equiparazione dei lavoratori in questione agli Lsu e Lpu, affinché si possa poi procedere alla loro stabilizzazione nell’ambito del quadro normativo già utilizzato in passato per queste specifiche categorie.
    Una strategia già ventilata a suo tempo dal presidente della Regione Agazio Loiero, che ha promesso un provvedimento legislativo omnibus per il precariato negli enti pubblici calabresi. Legge, però, che fino ad oggi non è stata ancora varata dall’Assemblea, nonostante sia imminente l’approvazione della finanziaria regionale, considerata l’ultima spiaggia di questa Legislatura per l’adozione di una soluzione che riduca fortemente il fenomeno.
    All’incontro di oggi, oltre a Mirabello, hanno partecipato i rappresentanti sindacali Donatella Bruni e Davide De Rito (Cgil), Luciano Prestia (Uil), Giuseppe Garrì (Cisl), i consiglieri regionali Pietro Giamborino e Brunello Censore, nonché una nutrita rappresentanza dei 79 precari della Provincia.
    In apertura dei lavori, Mirabello ha ribadito gli obiettivi della riunione, ispirata principalmente dalla ricerca di soluzioni possibili. «Non c’è stata ancora una svolta decisiva in questa vicenda – ha avvertito l’amministratore provinciale, rivolgendosi ai lavoratori – né un percorso netto e univoco già individuato. Siamo qui proprio per confrontarci e adottare una strategia condivisa che possa determinare la stabilizzazione dei lavoratori interessati. Una cosa è certa, però, non è più possibile riporre le speranza occupazionali di queste persone in una convenzione con la Regione (copre la metà dei costi sostenuti per il pagamento degli stipendi, ndr) che deve essere rinnovata annualmente e non dà garanzie per il futuro, come dimostra quanto successo all’Aterp, dove 14 lavoratori sono al momento disoccupati perché l’accordo non è stato rinnovato».
    Mirabello ha poi rimarcato quella che considera la strada più sicura per giungere alla stabilizzazione, cioè l’equiparazione agli Lsu e Lpu. Una strategia condivisa dai consiglieri regionali Giamborino e Censore, che hanno sottolineato come l’approvazione della finanziaria regionale sia l’ultima occasione utile, prima della fine dell’attuale Legislatura, per impegnare la Regione su questo fronte.
    «La politica ha il dovere di risolvere i problemi – ha affermato Giamborino -, ma se andiamo in Consiglio regionale a parlare di stabilizzazione dei precari calabresi rischiamo di fallire, senza contare il rischio che il Governo impugni un eventuale provvedimento in questa direzione. Meglio, dunque, puntare all’equiparazione agli Lsu ed Lpu per mettere un punto fermo e cominciare ad ottenere il tempo pieno dell’orario lavorativo (al momento la convenzione copre 25 ore settimanali, ndr)». Giamborino, inoltre, ha proposto anche la creazione dell’Agenda vibonese del lavoro, una sorta di tavolo concertativo permanente che metta nero su bianco le singole vertenze, che per forza di cose necessitano di approcci differenti in relazione alle specifiche problematiche occupazionali.
    Sulla stessa lunghezza d’onda Censore, che ha messo l’accento sugli strumenti di pressione disponibili per spingere il Consiglio regionale a legiferare in questa direzione: l’impegno già assunto da Loiero e l’approvazione della finanziaria. «Legge di bilancio che non voteremo se in essa non saranno previste risorse per i precari», ha concluso Censore.
    Caustici, invece, i rappresentanti sindacali che hanno negato la presunta efficacia dell’equiparazione ai lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità. In particolare, Donatella Bruni ha spiegato che lo status di Lsu o Lpu consente semplicemente di utilizzare i lavoratori in questione negli enti pubblici, ma non rappresenta l’anticamera della stabilizzazione.
    «Per quella c’è bisogno dell’impegno concreto degli enti che hanno in forza i precari – ha affermato la rappresentante della Cgil -, che devono provvedere ad elaborare un piano di stabilizzazione sulla base di una pianta organica definitiva. Insomma, bisogna distinguere tra “utilizzazione”, cosa già consentita dall’ex articolo 7 del decreto regionale 3902 del 2006, e “stabilizzazione”. Inoltre, le normative nazionali prevedono la riduzione dei bacini Lsu e Lpu, non certo il loro incremento».
    Per Donatella Bruni, dunque, gli Enti, a cominciare da Provincia e Asp, devono mettersi nelle condizioni di stabilizzare i precari, procedendo al riassetto degli organici e trovando le risorse necessarie. Con riferimento specifico all’Aterp, poi, la sindacalista ha messo in dubbio che i lavoratori attualmente in servizio (16 su 30 precari) siano stati stabilizzati. «Loro credono questo e dicono che va bene così, ma quando scadranno i contratti a termine si renderanno conto di come stanno davvero le cose». Per gli altri 14 rimasti senza occupazione, neppure a tempo determinato, Bruni ha chiesto che vengano reintegrati al più presto, affinché non siano esclusi da eventuali provvedimenti regionali quando questi verranno adottati.
    Tesi condivisa dal rappresentante Uil, che ha rimarcato la necessità di un’assunzione di responsabilità da parte degli enti pubblici.
    «Con la Provincia, ad esempio, tempo fa avevamo raggiunto precisi accordi che avrebbero dovuto innescare il processo di stabilizzazione – ha ricordato – ma sono rimasti lettera morta. Se il problema è trovare le risorse necessarie, si cominci a fare economia mettendo fuori i dirigenti che non valgono quanto sono pagati». Prestia, infine si è detto d’accordo con la proposta di Giamborino di istituire l’Agenda del lavoro vibonese, «un tavolo tecnico-operativo che consenta di inquadrare in maniera complessiva e dettagliata le problematiche locali in materia».
    Al termine, la riunione è stata aggiornata alla prossima settimana, quando Provincia, consiglieri regionali e sindacati torneranno a sedersi allo stesso tavolo per stabile un ruolino di marcia e definire un piano d’azione che conduca al massimo coinvolgimento della Giunta e dell’Assemblea regionale.