• Home / CITTA / Vibo Valentia / Cavallaro (Cisal): “Senza un progetto di condivisione restiamo lontani dalla realizzazione dell’ospedale ‘Federica Monteleone'”

    Cavallaro (Cisal): “Senza un progetto di condivisione restiamo lontani dalla realizzazione dell’ospedale ‘Federica Monteleone'”

    Gli eloquenti appelli dei dottori Antonio Talesa e Michele Comito sulla “questione ospedale”  mi convincono e mi autorizzano a credere che in una società civile evoluta anche chi non esterna questo tipo di valutazioni non può non pensarla come loro.Credo che aiutare chi organizza e promuove la sanità pubblica sul nostro territorio, ovviamente senza dimenticare le piaghe del passato, sia preciso dovere di ogni cittadino.Così come credo che nessuno, sottolineo nessuno, può arrogarsi il diritto di anteporre interessi personali a preminenti interessi comuni, soprattutto quando c’è di mezzo la tutela della salute.Penso che tutti i vibonesi, e la stragrande maggioranza come possibili potenziali utenti dell’assistenza e cura sanitaria, debbano offrire la loro disponibilità in direzione di un obiettivo che rappresenta la piena condivisione di tutti: migliorare la qualità delle prestazioni offerte.Chi, invece, affidandosi alla cultura dell’immagine e alla salvaguardia dei propri interessi, continua a cercare il cavillo nei confronti di quanti operano in direzione del conseguimento di una sanità pubblica a misura d’uomo, non merita alcuna considerazione perché automaticamente si pone fuori dal sempre più folto elenco di quei sereni ed onesti cittadini che credono fermamente e responsabilmente nel dover offrire una mano per garantire un lento ma progressivo processo di svolta alla situazione ospedaliera.Se ognuno di noi per qualche momento pensasse che può capitare che a dover avere bisogno dei servizi di questo ospedale siano spesso anziani, fasce deboli, ammalati in piena emergenza e quindi impossibilitati ad affrontare qualsiasi tipo di viaggio della speranza, e talvolta anche per motivi strettamente economici, nessuno si permetterebbe di utilizzare lo strumento della difesa degli interessi e delle ambizioni personali per portare avanti progetti che non hanno niente da dividere con la missione di chi esercita attività di assistenza e cura ospedaliera. Ecco perché capisco ma non comprendo perché ancora oggi, alla luce di quanto accaduto e che ha lasciato segni che a fatica vengono superati, manchi la convinzione di un positivo sforzo comune ed a cui si preferisce la sterile ed inconcludente polemica e, quel che più conta, la pratica del difficile percorso utile per riguadagnare la piena fiducia del cittadino ammalato.
    Mi chiedo se quanto accade in questo ospedale non è mai capitato altrove ? Mi chiedo perché in altre sedi risulta più facile rimboccarsi le maniche e pensare all’immediato recupero della migliore condizione? Mi chiedo se tutta questa determinata voglia di seminare disfunzioni e panico giova agli spesso disgraziati destinatari dell’attività sanitaria che viene espletata nel nostro ospedale? Per chi non ha occhi per vedere devo ricordare che mi è parso di capire che le iniziative assunte dall’attuale direttore generale, dott. Rubens Curia, pur tra le mille difficoltà obiettivamente riscontrabili, si stia dando tanto  da fare per dare risposte alle legittime esigenze dell’ammalato, bandendo la cultura delle chiacchiere. Se poi qualcuno ha motivo per obiettare che il programma portato avanti dal manager della sanità pubblica vibonese  non risponde alle attese  allora non resta che avviare una ennesima campagna della denigrazione, come è spesso, incredibilmente, nelle tradizioni  da queste parti, invitando la Regione Calabria a nominare un nuovo Direttore generale, visto che magari ci meritiamo la pole position, e forse oltre confine, degli enti che vantano “esclusive prerogative” per sostituire con cadenza quasi biennale il manager della sanità. Ritengo, invece, che se pensassimo un po’ di meno al nostro egoismo e guardassimo con più concretezza alla realtà diventerebbe possibile coadiuvare, attraverso l’espletamento di un impegno comune, l’iniziativa del dott. Rubens Curia che sta lavorando per mantenere in piedi questa struttura per non venire meno ai bisogni della gente che soffre e con il giornaliero pensiero rivolto alla realizzazione del moderno ed innovativo ospedale “Federica Monteleone” di cui tutti abbiamo necessità ma che occorre conquistare con la volontà di tutti:  sanitari, non sanitari e cittadini tutti.        
    Nicola Maria Cavallaro