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    Piscopio: aspettando il presepe vivente

    C’è attesa per l’evento presentato dalla Parrocchia di San Michele e dalla Casa della Cultura

    PISCOPIO, RIFLETTORI PUNTATI SUL  “PRESEPE VIVENTE”DI VIA GARCIALI

               

     

    Piscopio intende ritagliarsi un suo legittimo spazio di autonomia sul più complessivo e delicato settore della cultura, dell’arte e delle tradizioni.

    Per realizzarlo si affida all’estro, alla fantasia ma sopratutto alla intervenuta condivisione progettuale messa in piedi dalla Parrocchia di San Michele Arcangelo, guidata con impareggiabile impegno da don Mario Fuscà e dall’Associazione culturale “Piscopio tradizioni”, Casa della Cultura, presieduta dalla dinamica dott. Carmelina Valia.

    Alle più recenti iniziative si aggiunge oggi l’idea di offrire alla comunità, in occasione delle festività di fine anno, la rappresentazione del “Presepe vivente” in programma per il 25 e il  26  dicembre  e “l’arrivo dei Re Magi” previsto per l’1 e il 6 gennaio.

    “Con il Presepe vivente – spiega la dott. Carmelina Valia – Piscopio rappresenterà, per le vie dell’antica via Garciali, le scene che raccontano i tempi della nascita di Gesù Cristo.

    Per l’occasione ricorderà usi e costumi  di un antico borgo ebraico.

    Sarà un evento che richiamerà la folla delle grandi occasioni. Tutto il vibonese guarda con attenzione a questo momento di forte riflessione e di eccellente impegno artistico.

    Anziani, giovani e bambini per quattro giorni diventeranno protagonisti di uno storico momento  volto a significare quanto sia pregnante la vocazione socio culturale di una popolazione che vuole promuovere la sua vivibilità nel concorso delle idee e nella sua voglia di assicurarsi un ruolo preminente nella società moderna vibonese.

    La notevole sintonia creatasi tra la Parrocchia di San Michele Arcangelo e la Casa della Cultura “Piscopio Tradizioni” – conclude la dott. Carmelina Valia – costituisce uno strumento di forte coesione all’interno di una popolazione che crede fermamente nella necessità di percorrere la via del suo più concreto sviluppo socio culturale”.