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    Strappo Metrocity-Regione sui Bronzi, Versace: “Non si fa politica sui simboli della città”

    Una rottura istituzionale clamorosa, si potrebbe definire, quella tra Città Metropolitana e Regione Calabria avente ad oggetto le celebrazioni per il cinquantenario della scoperta dei bronzi di Riace.

    Proviamo a comprendere le ragioni di Metrocity, nella persona del Sindaco metropolitano ff, Carmelo Versace

    E’ accaduto il peggio che ci si potesse attendere. La Regione, non voglio personalizzare, ha pensato bene di escludere la Città Metropolitana, anche qui non è bene personalizzare, dalla presentazione romana programmata nell’ambito dei lavori del tavolo regionale interistituzionale, cui il nostro Ente siede da mesi tenendo un atteggiamento di grande rispetto istituzionale. Evidentemente dalle parti della Cittadella l’hanno pensata diversamente, pensando che il programma della Regione potesse essere autosufficiente e diffondendo pubblicamente una grafica di presentazione dove la Città Metropolitana non era nemmeno citata, come se non esistesse proprio.

    E quindi, questo ha giustificato un passo così netto?

    E’ chiaro che da parte nostra non potevamo certo stare a guardare. Ci abbiamo ragionato un secondo e ci siamo detti che la comunità reggina – ma anche i tanti che da fuori guardano con interesse al nostro territorio per l’anniversario dei Bronzi – non meritavano questa indebita estromissione. Presentiamo dunque il nostro programma alla città domani e lo facciamo a Reggio, perchè, al di là della presentazione romana, siamo convinti che è qui che debbano concentrarsi le iniziative sui Bronzi.

    Tuttavia ultimamente le frizioni con la Regione non sono mancate…

    Guardi il punto non è la Regione, o l’interlocutore in generale, ma il merito delle questioni. Noi cerchiamo di fare di tutto per difendere il nostro territorio e lo facciamo interloquendo con le istituzioni che sono titolate ad operare e che a parer nostro non possono calpestare il nome della nostra Città. E’ accaduto, ad esempio, sulla vicenda Aeroporto, per la quale abbiamo chiesto una maggiore attenzione ora che si è ristabilita la vicenda Sacal, è accaduto di recente per la vicenda dei Contratti Istituzionali di Sviluppo, è avvenuto sulla questione dell’Ato unico regionale e della ricentralizzazione della gestione degli impianti. Tre temi che riteniamo strategici e sui quali ci siamo battuti, senza preconcetti, ma con la voglia di affermare i diritti della nostra città e dell’intera comunità reggina.

    Un altro tema caldo è quello della Reggina. Qui si può dire che le cose si stiano già mettendo per il verso giusto, o ancora no ?

    Si, assolutamente. Quella della Reggina oggi è già una battaglia vinta. A prescindere da come andranno le cose la città avrà ancora la sua squadra in serie B. E non era per nulla scontato. Anzi un mese fa in pochi avrebbero scommesso in una riuscita positiva della trattativa. E noi abbiamo chiesto calma e pazienza, ci abbiamo messo la faccia quando serviva, abbiamo lavorato sotto traccia e ci siamo interfacciati da istituzioni serie e mature, agendo con molto rispetto per una trattativa tra privati, vigilando con responsabilità affinchè si potesse raggiungere il risultato. Ecco vede per tornare a ciò che dicevamo prima, anche se si tratta di una vicenda di altra natura, credo che il ruolo delle istituzioni debba essere sempre rispettoso quando si ha a che fare con un bene della comunità, che si tratti di una squadra di calcio o di due statue di bronzo. Sono due simboli della città, entrambi importantissimi in ambiti diversi. E credo che sulla vicenda Bronzi sia mancato proprio questo da parte della Regione. Capire che si maneggia qualcosa di estremamente delicato ed importante, e che non si può agire tentando di fare politica sui simboli della città. Aver escluso un’istituzione, per motivazioni più politiche che istituzionali, significa svilire un simbolo che è di tutti e come tale deve essere trattato.