• Home / In evidenza / Reggio Calabria – Il ritratto di Scott Lafaro nel libro “Solid” dell’autore Vincenzo Staiano

    Reggio Calabria – Il ritratto di Scott Lafaro nel libro “Solid” dell’autore Vincenzo Staiano

    di Grazia Candido –  Un bellissimo ritratto che omaggia Scott LaFaro, un talento di questo terra amato dal mondo per il suo magnifico modo di suonare melodico e lirico.  E’ stato presentato questo pomeriggio presso l’aula Magna dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” il libro “Solid. Quel diavolo di Scott Lafaro” dell’autore Vincenzo Staiano.

    “Solid” non è né una biografia, né un saggio musicologico, ma solo uno studio di Scott LaFaro, uno dei bassisti più innovativi nella storia del jazz morto a 25 anni. Il ritratto sulla star della scena jazz americana è stato realizzato da Staiano grazie a ricerche approfondite anche sul ruolo svolto da altre figure di spicco con cui Scott ha condiviso la sua straordinaria storia e con materiale totalmente inedito in Italia e tradotto dallo scrittore.
    In questo libro, l’autore con una dovizia di particolari, riporta alla luce alcuni eventi che spiegano l’originalità e la complessità dell’artista Lafaro e il periodo a partire dal 1955, anno in cui lascia l’Università di Itaca e inizia il suo primo tour come musicista professionista, fino al momento del tragico incidente in cui ha perso la vita.
    “Essendoci già una biografia fatta dalla sorella Helene LaFaro Fernandez, ho cercato di stilare un ritratto di questo grande personaggio che ha sicuramente segnato un’epoca nel modo di suonare il contrabbasso nella musica jazz. In questo libro, ho messo in risalto una serie di aspetti che la sorella non aveva evidenziato, tipo il suo rapporto con i più grandi musicisti con i quali ha suonato nei locali e festival più prestigiosi degli Stati Uniti, sulla sua genialità e le sue origini. Helene voleva trovare il luogo di nascita dei nonni Lofaro (questo era il cognome vero dei parenti calabresi) e scoprire le ragioni del talento musicale del padre e del fratello. Secondo quanto riferito da Helene, suo nonno Rocco parlava sempre del paese della Locride e basandomi sulla sua convinzione della nascita dei nonni a Siderno, ho cercato l’atto di nascita per anni, ma senza alcun risultato. Alla fine, però, l’ho trovato certificando che Rocco Lofaro è nato nel 1863 a Cannitello e poi si trasferì a Siderno per una decina di anni prima di emigrare negli Usa con la moglie”.
    L’autore non sa spiegare  “il mistero della trasformazione del cognome da Lofaro in LaFaro”, probabilmente è un errore di trascrizione ma una cosa è certa: “la storia dei nonni di Scott è una storia di emigrazione all’insegna del successo”.
    “Nonno Rocco sapeva suonare e conosceva la musica. A testimonianza di ciò – aggiunge ancora Staiano – è il fatto che Joe, il papà di Scott, a tre anni sapesse suonare il mandolino e a sei il violino. Una passione tramandata di padre in figlio e proposta poi dal grande Scott che, nel suo approccio melodico, ha introdotto un nuovo modo di suonare il contrabbasso, rivoluzionandolo”.
    A conversare con l’autore e Raffaele Malito, il giornalista ed editore di Strill.it Raffaele Mortelliti, il professore Davide Beatino, Docente di Storia della musica moderna e contemporanea al Corso di Alta Formazione Docenti dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” e Demetrio Spagna, autore ed esperto di musica jazz.