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    Giò di Tonno e Lola Ponce: “Il teatro ci unisce e con Notre Dame de Paris, Pegna ha fatto un grande dono a Reggio Calabria”

    di Grazia Candido (foto di Antonio Sollazzo) – Anche dietro le scene traspare l’unione di un cast affiatato, di amici e professionisti che hanno saputo nel tempo, conquistare grandi e bambini con i loro personaggi e, nonostante siano passati 20 dal debutto del kolossal musicale “Notre Dame de Paris”, riescono ancora oggi ad emozionare e stupire un pubblico eterogeneo che non ha alcuna voglia di perdere quell’incredibile show.

    Insieme a Giò di Tonno e Lola Ponce, due dei protagonisti dell’opera popolare moderna più famosa al mondo, andata in scena al PalaCalafiore di Reggio Calabria (evento che rientra in “Fatti di Musica 2022”, 36° edizione del Festival del Miglior Live d’Autore organizzato dal promoter Ruggero Pegna che, ieri sera per il gran finale, dopo una tre giorni da record di presenze, ha premiato come “Migliore Opera Musicale Moderna”), cerchiamo di svelare il successo di questo incredibile show.
    A 20 anni dal suo esordio, “Notre Dame de Paris” continua ad unire, coinvolgere e portare nei palazzetti famiglie intere. Lola, qual è il segreto del successo di questo bellissimo spettacolo?
    “E’ l’insieme di tante cose: in primis, la grande disciplina e il lavoro che facciamo noi artisti, l’incredibile musica del maestro Riccardo Cocciante, la produzione meravigliosa di David e Clemente Zard, il pubblico. Siamo un insieme di amore verso questo spettacolo meraviglioso”.
    Giò, cosa ricordi del provino per Quasimodo e come è cambiato nel corso degli anni, l’approccio al tuo personaggio?
    “Il provino è stato divertente: dopo una serie di audizioni con i responsabili del cast davanti a Riccardo, un vero mito, sono andato a cantare già gobbo e lui mi disse che lo avevo emozionato tantissimo. Siccome ero rimasto ad aspettare il verdetto piegato, Riccardo mi chiese se sapevo cantare anche eretto e io risposi “ovviamente sì” e da lì, è iniziata una grande amicizia, un grande rapporto lavorativo, di stima umana e artistica. All’inizio, ho affrontato Quasimodo con un’incoscienza dettata da 20 anni in meno e con istinto pensavo alla costruzione del personaggio affinchè risultasse credibile esteticamente, vocalmente, nel movimento. Poi, ho lavorato sempre di più concentrandomi sul messaggio da lanciare alle persone che vivono quotidianamente la disabilità e l’emarginazione, a lottare e a non arrendersi ”.

    Lola, il personaggio di Esmeralda quanto ha influito il tuo percorso professionale ed umano?
    “A livello professionale, mi ha formato e continua a farlo ogni volta che mi esibisco in scena perché ci sono tanti fattori che contribuiscono alla crescita tipo l’ascolto, l’energia e il confronto con gli altri attori. A livello umano, sento una gratitudine, una responsabilità enorme che, adesso, è più cosciente. Me ne rendo conto dai messaggi meravigliosi che mi mandano le ragazze perchè Esmeralda è arrivata al cuore di tante donne. E’ una persona solare, spontanea, vera, che va avanti con forza. Purtroppo oggi, le cose sono diverse ma con Notre Dame de Paris abbiamo lasciato un messaggio molto importante alle giovani ragazze e continuerò a farlo finchè potrò”
    Affrontate tante tematiche molto attuali come l’emarginazione, la disabilità, l’amore impossibile. E proprio il tuo Quasimodo sprona a non aver paura della diversità che non è un problema ma deve essere vista come una ricchezza per la società.
    “Notre Dame de Paris è pieno di sottotesti ancora attualissimi: scritto nell’Ottocento, ambientato nel Medioevo parla di tematiche purtroppo ancora oggi presenti come la rivendicazione di un posto nel mondo da parte dei clandestini, la figura della donna, della chiesa, del potere ecclesiastico. Faccio sempre un paragone con il mondo dei social che, purtroppo, invece di avvicinarci, ci ha allontanati e se una volta si veniva accusati di stregoneria per uno sguardo da parte di una donna o per una difformità fisica, oggi, i social ti mettono sul rogo se sei diverso. E questo non va bene”.
    Ma per fortuna c’è l’arte che riesce a scacciare le brutture di un mondo a volte molto duro e a ribadirlo è proprio la bellissima Lola Ponce che, a fine intervista, si congeda così: “Penso che il teatro ci unisca e questa è la vera bellezza. A Reggio Calabria, grazie a Ruggero Pegna che ha portato ai matinèe tantissimi bambini e giovani a vedere Notre Dame de Paris, dobbiamo dire solo grazie perché quello che è riuscito a fare è un valore grandissimo per la società, per la storia, per la cultura ed è bellissimo l’amore che ci hanno regalato. Uno show dal vivo come questo, può portare solo allegria, felicità e arricchisce le nostre anime”.