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    Asp Reggio Calabria, il Pd di Polistena scrive alla nuova commissaria straordinaria Di Furia

    Il Circolo del PD di Polistena ha deciso di inviare la seguente lettera aperta alla D.ssa Lucia Di Furia, nuova commissaria straordinaria dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, evidenziando la situazione assai critica, ai limiti del collasso, dello stato dei servizi sanitari nella Piana e dell’Ospedale di Polistena.
     
    Gentile Dottoressa Di Furia,
    nel rivolgerle il nostro saluto non possiamo che augurarle buon lavoro, nell’interesse Suo e dei cittadini di questa provincia.
    Sarà circondata in massima parte da personaggi d’apparato melliflui, apparentemente disponibili ad ogni richiesta o esigenza di servizio ma in realtà obbedienti ad altre logiche, generalmente in conflitto con gli obiettivi ed il buon andamento dell’Azienda: se essa è ridotta così, ci saranno pure motivi che vanno ricercati al suo interno.
    Evidentemente, fatte salve le dovute, rare eccezioni, la gestione dei comparti più delicati non è stata certo in mani all’altezza, il che paradossalmente sarebbe già un vantaggio considerando che a volte coloro che le capacità le avrebbero le usano in senso negativo.
    Ma confidiamo nelle Sue riconosciute capacità manageriali, che certamente la soccorreranno nel valutare uomini e cose. Siamo convinti che una manager del suo livello abbia accettato questo incarico come una sfida, e di questo si tratta. Noi vogliamo sperare che non la perda.
    Il generale decadimento dei servizi sanitari, di cui soffre l’intera Calabria, trova nella Piana di Gioia Tauro il massimo punto di criticità. I servizi territoriali semplicemente non esistono, le diagnosi precoci sono una chimera, la specialistica è ad un livello deprimente: IL personale medico in rapido decremento, quello infermieristico e tecnico praticamente inesistente; le pochissime attrezzature sono in stato di avanzata obsolescenza, i materiali di consumo forniti a singhiozzo, le strutture murarie sono inadeguate, di manutenzione neanche a parlarne, l’accoglienza dei pazienti e dei cittadini inaccettabile, al di sotto della soglia minima di civiltà.
    Verifichi in prima persona, senza report interessati, il reale funzionamento del Servizio di Emergenza- Urgenza. Faccia un giro per visitare i Poliambulatori, le postazioni di Guardia Medica, gli uffici Ticket, magari anche qualche ambulatorio di medicina generale. Guardi tutto con i suoi occhi, vedrà grandi contraddizioni.
    Non meno drammatica è la condizione della rete ospedaliera. L’unico ospedale per acuti dell’intera Piana, il cosiddetto SPOKE di Polistena, che pure ha alle spalle un passato di grande tradizione e di notevole spessore clinico, nel quale hanno operato professionisti di valore indiscusso, era un fiore all’occhiello della sanità pubblica della provincia reggina. Ma, forse proprio per questo, è stato progressivamente minato attraverso misure che ne hanno deturpato l’immagine, dequalificato i servizi, ridotto progressivamente le funzioni.
    Il personale medico da ben prima del COVID è tenuto ben al di sotto degli standard minimi, costringendo molte unità operative in una condizione border-line. La degenza ordinaria di Cardiologia è stata chiusa per
    garantire l’UTIC ma ora rischia di chiudere anche questa; la Rianimazione va avanti grazie al sacrificio del poco personale superstite, che ruota incessantemente per garantire i turni ma il servizio di anestesia non garantisce l’assistenza alle sale operatorie, che riescono a garantire a singhiozzo le urgenze e non chiudono grazie all’apporto, assai oneroso per le casse dell’Azienda, di medici provenienti dal GOM di Reggio Calabria.
    Il blocco del turn-over è aggravato, oltre che dalla diminuita attrattività professionale dell’ospedale dovuta al suo progressivo decadimento, dalla colpevole farraginosità di procedure concorsuali estenuanti. Ed è ad alto rischio perfino la permanenza del poco personale precario assunto in forza del COVID, mentre altre Aziende della Regione si sono attivate per la loro stabilizzazione.
    Passi una giornata intera nell’ospedale ed in particolare al Pronto soccorso.
    Si faccia portare i dati. Guardi cosa è accaduto almeno negli ultimi cinque anni, anche se il degrado ha inizio almeno da quindici. Al netto del COVID, che ora tutti invocano per coprire responsabilità preesistenti e persistenti, vedrà come sono crollate le attività ospedaliere sia ambulatoriali (alcune delle quali dismesse repentinamente), che in regime di ricovero.
    In sostanza, l’ospedale si sta velocemente spegnendo. L’unico presidio della Piana, e non solo, non riesce più a soddisfare neanche la soglia minima della domanda di salute dei cittadini. E ciò malgrado il poco personale impegnato lavori quasi tutto senza risparmiarsi, profondendo il massimo impegno e sacrificio.
    Cosa succederà con l’approssimarsi dell’estate?
    D’altra parte la realizzazione del Nuovo Ospedale della Piana a Palmi solo ora, dopo anni di defatiganti procedure ed incidenti di percorso, potrebbe vedere un’accelerazione concreta. Perché questa struttura possa entrare in funzione sappiamo tutti che non potranno passare meno di dieci anni (previsione ottimistica).
    Lei è chiamata ad intervenire qui ed ora per affrontare di petto ed avviare a soluzione i problemi della sanità e della rete ospedaliera della nostra provincia, partendo dal punto più critico e, al contempo, a nostro avviso, più pronto a reagire agli input positivi, ossia l’ospedale di Polistena. Per agire efficacemente occorre interrompere quel mix fra incapacità, problemi contingenti e scelte sbagliate (non sempre in buona fede).
    Quando il nuovo ospedale entrerà in funzione dovrà trovare la pronta disponibilità di dirigenti, personale medico, paramedico e tecnico che nel corso degli anni avrà garantito la funzionalità della rete ospedaliera pubblica nella Piana. Non si tratterà, come qualcuno pensa, di tirare un coniglio dal cilindro.
    Se non verrà fermato il declino dell’ospedale di Polistena, che secondo voci insistenti è parte del disegno teso a favorire nella Piana la realizzazione di un forte investimento privato, la stessa costruzione del Nuovo ospedale di Palmi troverebbe, alla sua conclusione, una condizione assolutamente diversa da quella che ne ha, a suo tempo, suggerito la programmazione.
    Noi sappiamo che il suo incarico è legato alle scadenze fissate dal cosiddetto Decreto Calabria. Tempo che potrebbe essere poco ma che cade in un momento cruciale. I cittadini e gli operatori sanitari attendono risposte non più rinviabili.
    Non le chiederemo incontri. Le nostre riflessioni, che affidiamo a Lei, sono patrimonio anche della nostra rappresentanza istituzionale, tramite la quale manifesteremo la massima disponibilità, qualora lo ritenesse utile, a confrontarci al solo scopo di dare un contributo, nell’interesse del nostro territorio e dei suoi cittadini.
    Polistena,  22.05.2022
    PD- Circolo di Polistena