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    Reggio Calabria – Al teatro “Cilea” si ride con il trio comico Marzocca-Sarcinelli-Fiaschi

    di Grazia Candido – Una commedia divertente, un tema attualissimo, due generazioni che si scontrano e tre brillanti attori pronti a calcare il palco del teatro “Cilea” sabato 19 Febbraio con l’esilarante commedia “Due botte a settimana”.

    Il miglior repertorio di Marco Marzocca e Leonardo Fiaschi e la verve comica di Stefano Sarcinelli, saranno il leitmotiv di un altro imperdibile spettacolo inserito nella kermesse dell’Officina dell’Arte di Peppe Piromalli al quale i tre protagonisti dicono semplicemente “grazie per aver creduto in loro in un momento difficile come questo attuale”.
    “Affronteremo il palco cercando di non drammatizzare troppo, in fondo sdrammatizzare è una delle chiavi più importanti della vita stessa. Non per questo saremo superficiali anzi, staremo attenti ma con la consapevolezza che abbiamo superato la parte più critica di questa pandemia che, purtroppo, ha coinvolto tutto il mondo ma ci avviamo verso una fase più gestibile – afferma l’attore romano Marzocca -. Andremo in scena spensierati per regalare un’ora e mezza di allegria, di leggerezza e di serenità. Questa è la nostra mission”.
    Nell’esilarante commedia, Marco vestirà i panni del ricco notaio Raimondo, un padre burbero ma esilarante con il dialetto di una volta e le parole volutamente storpiate che si scontrerà con il figlio Stefano Toro interpretato dall’attore comico Stefano Sarcinelli.
    “Il rapporto genitori-figli è stato da sempre molto complesso. In Italia, poi, molti figli non riescono a staccarsi economicamente dai genitori e questa è una stortura tipica del nostro Paese – aggiunge Marzocca -. Le incursioni dei personaggi del bravissimo Leonardo Fiaschi mostrano la voglia di arrivare dei giovani che non sanno più cosa inventarsi e provano a bussare a qualunque porta, cercano di essere trasgressivi il più possibile per farsi notare, per avere un posto al sole. In modo divertente e comico, raccontiamo questo rapporto generazionale fatto di alcuni figli che vogliono arrivare all’obiettivo in modo facile e veloce e altri invece, attaccati al borsellino di mamma e papà e non vogliono staccarsi da quella tranquillità familiare. Nel finale, ci sarà un colpo di scena e a dare la svolta ci penserà Ariel il domestico filippino combina guai. Ma se volete sapere altro, dovete venire a teatro”.
    Marzocca e Sarcinelli sono legati da una amicizia ventennale, sono professionisti in continua evoluzione, una “coppia artistica” collaudata, salda ma soprattutto, sono maestri della comicità e del saper vivere.

    “Eravamo in Sicilia quando nel 2020, a causa del Covid-19, chiusero i teatri e lì abbiamo fermato la nostra vita, il nostro lavoro. C’è voglia di riprendere e riallacciare questo filo interrotto con il pubblico – continua Sarcinelli -. La storia che raccontiamo ha alla base il conflitto tra genitori e figli, un rapporto che, nella realtà quotidiana, a volte si inasprisce e diventa inconciliabile, altre volte invece, migliora con il passare degli anni. Grazie al teatro, si testano i sentimenti e se non sei fintamente vero, non funziona. Il teatro è un gioco bellissimo ma devi saperlo fare ed è qui che conservo una parte di me che si rinnova ogni volta. Con questa commedia, spero di divertire il pubblico e riconquistare la sua fiducia. Una cosa però ci tengo a dirla: Peppe Piromalli al quale va detto solo grazie per quello che fa, offre la possibilità di andare a teatro ed è un’opportunità di crescita per noi, per Reggio, per i suoi giovani. Sprecarla mette un tassello in più all’impoverimento delle anime”.
    Pienamente concorde l’attore Marzocca che non ha alcun dubbio, tornasse indietro “rifarebbe tutto anche se questo è un lavoro sul filo del rasoio, non hai certezze ma, un solo giorno a teatro dove vedi il pubblico che ti applaude, ti reclama, ride, ti ripaga di tutte le cose negative che ci possono essere intraprendendo questa carriera”.
    “Ammiro tutte le persone che non mollano mai, non bisogna gettare la spugna – conclude Marco -. Nel mio studio ho stampato la scritta: “le difficoltà non arrivano per fermarmi, ma arrivano per formarmi”. Andiamo avanti perché la costanza è una espressione di potere, potere che uno ha nell’essere coerente con quello che fa. C’è bisogno di stare insieme e il teatro è uno dei posti di aggregazione della società, è l’unico posto dove hai uno spettacolo reale, dal vivo, interpretato da persone vere”.