di Grazia Candido – E’ un’abitudine di molti reggini, fermarsi la mattina a fare colazione dal maestro pasticcere Angelo Musolino che, insieme ai figli Sebastiano ed Elenia, ha incastonato in una delle piazze cittadine più frequentate, Piazza Sant’Anna, un gioiello della bontà dove poter gustare dolci creati artigianalmente e con materie prime di altissima qualità.

“Ho iniziato a lavorare nel 1976 in un noto laboratorio e dopo dieci anni, ho scelto di mettermi in proprio aprendo il mio punto vendita “La Mimosa” – ci racconta il pasticcere -. Sono passati 46 anni di intensa attività che oggi, condivido con i miei due figli attratti da un mestiere che non è sacrificante se lo fai con amore e passione. Ogni giorno, garantisco alla mia clientela prodotti sempre freschi, genuini e rigorosamente fatti in modo artigianale come i cornetti friabili, gustosi, digeribili e, nell’impasto, utilizzo il burro. Ma tanti sono i prodotti apprezzati e scelti per ogni occasione: i più richiesti sono i cestini di mandorle croccanti con mousse di ricotta e pistacchio, un prodotto anche molto copiato e poi, la torta Bergamotta, il dolce di Reggio Calabria al gusto di bergamotto. Ovviamente, questi sono dolci che produciamo tutto l’anno”.

All’interno dell’Apar (associazione pasticceri artigiani reggini) ci sono figure importanti del comparto della pasticceria internazionale come il maestro Angelo Musolino che, insieme ai suoi colleghi, promuove e sviluppa questo settore sul territorio nazionale ed internazionale.
“Le mie creazioni dolciarie sono molto richieste in Italia e anche all’Estero dove esporto il torrone o prodotti a lunga conservazione – precisa il pasticcere -. E’ ordinata spesso anche la Bergamotta ma non mi va di inserire dei conservanti perché questo è un prodotto fresco, dal profumo inebriante, una vera delizia. Quando la creai, avevo pensato ad un dolce che rappresentasse il territorio e per chi arrivava a Reggio, doveva essere un souvenir da acquistare come ricordo gastronomico della città. Con i miei figli, ogni giorno, portiamo a termine una mission: promuovere la tradizione e una professione che, in un certo senso, è anche la storia della nostra stupenda città”.






