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Strage vigili del fuoco, a Quargnento il nome di Antonino Candido su una via principale della città

7 Novembre 2021
in In evidenza, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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di Grazia Candido – “Antonino amava tanto il suo lavoro purtroppo, ha avuto poco tempo per poter fare il vigile del fuoco. Ci hanno tolto tre figli e colleghi che avrebbero potuto dare ancora molto al Corpo, una grande famiglia che accoglie e protegge i suoi uomini e le sue donne”.

Il papà di Antonino Candido, Angelo, capo reparto in servizio presso il comando dei vigili del fuoco a Reggio Calabria, insieme alla moglie Maria Stella Ielo, questa mattina non è voluto mancare alla cerimonia eucaristica presso la basilica di San Dalmazio e all’intitolazione della piazza via Corrente ai tre Vigili del Fuoco morti durante lo scoppio di una cascina il 5 Novembre del 2019.
In quegli sguardi, teneri abbracci e parole colme d’amore per i giovani Nino, Marco Triches e Matteo Gastaldo, papà Angelo e mamma Maria Stella cercano il conforto e il calore di un figlio andato via troppo presto.
“Antonino era in servizio solo da qualche mese a Quargnento ma si era già ambientato, amava questa città e progettava qui un futuro con la sua famiglia – racconta il padre mentre guarda con orgoglio quella targa che porta il nome del figlio -. Sono trascorsi due anni, ma il dolore è sempre vivo e, ormai, le nostre esistenze sono segnate ma sapere che Nino ha lasciato non solo tra gli amici e i parenti ma anche in chi non lo conosceva un segno, mi rende ancora più orgoglioso di un figlio che ho desiderato e amato infinitamente”.
Il primo cittadino Paola Porzio nel ricordare i tre giovani uomini dello Stato, non può che ringraziare la Prefettura che ha autorizzato l’intitolazione in deroga alle disposizioni che prevedono tempi di almeno 10 anni per le persone decedute e il comandante dei Vigili del fuoco di Alessandria, Mariano Guarnera “per la grande disponibilità dimostrata nel rafforzare la sinergia già esistente con l’intero Corpo, cui questa tragedia ci lega con grande affetto e ammirazione”.
Tra la gente, presenti anche tanti bambini che, con le loro mamme e papà, applaudono la scopertura della targa come se volessero rimarcare che il ricordo non si esaurisce con una intitolazione.
Il desiderio del Comune di Quargnento è di condividere in presenza i ricordi legati a coloro che hanno dato la loro vita per proteggere il prossimo e Nino, Matteo e Marco insieme ai loro colleghi, in quella tragica notte, hanno dimostrato che fare il vigile del fuoco è davvero una missione. Chi indossa quella divisa ha la consapevolezza del ruolo alto del dovere di diffondere sicurezza e sa anche bene, che da quel momento in poi, compie il suo più grande atto di coraggio.
Antonino sapeva che quel sogno che lo ha portato lontano dalla sua città, una volta realizzato, poteva comportare qualche rischio ma lui voleva proteggere la gente, i suoi bambini, il mondo e renderlo un posto migliore.
Non parlava mai di eroismo quando portava a termine un intervento ma di fare il proprio dovere. Quello che ognuno di noi dovrebbe fare ogni giorno e non per ricevere un “grazie” ma per principio, per se stessi, per la propria dignità.
La stessa dignità che Nino, Matteo e Marco insieme a tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per gli altri, hanno dimostrato sino alla fine diventando il simbolo più emozionante dell’umanità. E non dobbiamo dimenticarli mai.

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