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    Reggio Calabria, il “Laboratorio dello Stretto” dell’Accademia di Belle Arti. Michelangelo Setola presenta il libro “Gli sprecati”

    Il workshop “Fumetto, segno, visione”, avviato il 19 ottobre scorso presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, si concluderà con l’evento di presentazione del racconto illustrato “Gli sprecati” di Michelangelo Setola, artista di fama internazionale, che ha partecipato all’intero percorso formativo.

    L’appuntamento che avrà luogo giovedì 21 ottobre alle ore 18:00, nell’Aula Magna dell’Accademia, vedrà dialogare l’autore con Andrea Bruno, curatore del workshop nonché docente di Arte del Fumetto presso l’Accademia reggina, e il social media manager Simone De Maio, in rappresentanza del Circolo Culturale “Guglielmo Calarco”.

    Il libro, edito da Canicola, è un racconto visivo dirompente e bizzarro che mette in scena una rivoluzione operaia tra archeologie industriali che rimandano alle foto dei coniugi Becher e alle fisionomie alienate di Daumier. Di Don Goffo, viandante silenzioso, non si sa nulla. Lui ci accompagna in un incerto sud del mondo, fino alla città industria. Nella fabbrica, gli operai fanno di tutto, lavorano, mangiano, dormono, sotto lo sguardo di un padrone invisibile che li forgia per adattarli all’alienazione del lavoro.

    Anche questo evento culturale fa parte del progetto denominato “Laboratorio dello Stretto” ideato e sviluppato in coerenza con le Linee guida dell’Azione 10.5.1 del POR Calabria FESR/FSE 2014-2020”, all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, diretta da Maria Daniela Maisano e presieduta da Francesca Maria Morabito.

    Chi è Michelangelo Setola?

    Michelangelo Setola è uno dei disegnatori più influenti nella scena del fumetto contemporaneo europeo. Membro fondatore di Canicola, gruppo di avanguardia che ha avuto riconoscimenti nazionali e internazionali, Setola con il suo segno a grafite esile e minuzioso riesce a condensare nel gesto la potenza dell’incisione con l’evocazione di una narrazione fatta anche di tremolii e continui ripensamenti, si tratta di un tormento lieve che svela la freschezza espressiva di un tratto d’artista.

    La peculiarità di Setola non sta solo nel tratto affascinante e affabulatore per la precisione con cui sa raccogliere la sporcizia del vivere, ma anche nell’ossessione per il dettaglio, una tensione che genera continuamente spunti narrativi. I disegni sono spesso scene drammatiche che si susseguono dal primissimo piano all’orizzonte, squarci dominati da una regia d’autore che cerca il dettaglio anche negli angoli più imprevedibili, dietro ad un oggetto, dietro ad un personaggio, nel buio di una finestra di una casa lontana, come se ogni indizio o particolare possa alimentare la narrazione o la suggestione di chi legge e osserva.

    L’opera di Setola che centrifuga le visioni di artisti come Kiki Smith, Helge Reumann, Bernd e Hilla Becher, Yoshiharu Tsuge, Aki Kaurismaki, ci offre infatti una gamma grafica varia e complessa, fatta di variazioni di tratteggio, sfumature di grigio, linee incise o evaporate, che sempre si porgono in un ensemble al servizio del racconto.