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    Reggio Calabria: Europa Verde chiede la tutela degli alberi di piazza De Nava

    La Federazione Metropolitana di Europa Verde in merito al restauro/rifacimento di piazza De Navaintende porre l’attenzione sugli alberi che ne costituiscono parte fondamentale e caratterizzante.

     

    “Purtroppo a Reggio si assiste a un inarrestabile depauperamento del patrimonio arboreo. I motivi si possono ricondurre ai pochi fondi destinati alla manutenzione, alla mancanza di progetti per ricostituire le alberature stradali (ormai in via di estinzione) e/o per interventi che abbiano previsto nuove e consistenti piantumazioni. Come se non fosse abbastanza, gli alberi dei viali e delle piazze sono vittime dei progetti di “riqualificazione urbanistica” che non prendono in considerazione la loro identità biologicae il loro ruolo ambientale, ricreativo, estetico e conservativo della memoria storica e architettonica nel contesto urbano (ultimi esempi sono i lavori del Water Front-via Florio e del posteggio di Condera)”.

    Dunque, nemmeno piazza De Nava e strade limitrofe hanno fatto eccezione. All’interno della piazza fino a oggi non si è provveduto a reintegrare gli alberi che per incuria o per malattie sono andati perduti come, ad esempio, le n° 3 (tre) palme delle Canarie (Phoenix Canariensis) che svettavano insieme all’ultima ancora in piedi (lo testimoniano le numerose riproduzioni fotografiche dell’ultimo secolo e le ceppaie che ancora emergono tristemente dalle aiuole). “Invece, dall’esame degli elaborati e video del progetto di trasformazione/rifacimento appare evidente che si preveda l’abbattimento tout court di tutti gli alberi superstiti per piantarne di altri. Osservando poi lei melie (Melia Azedarach) di via Domenico Romeo è naturale chiedersi perché quelle mancanti non siano state integrate con altri esemplari della stessa specie, e perché per quelle di via Demetrio Tripepi non si siano effettuate delle leggere potature di alleggerimento invece di decretarne nel progetto la sostituzione con specie ritenute più adatte(?)”.

     

    Tra gli alberi ancora oggi presenti in piazza De Nava spiccano in particolare i due esemplari di pittosporo (Pittosporum tobira), messi a dimora decenni addietro in fregio alla statua in memoria di Giuseppe De Nava di cui sono ormai corredo architettonico. Si tratta di alberi di valore storico, naturalistico e paesaggistico dovuto alla loro collocazione, alla loro vetustà, alla caratteristica forma ombrelliforme delle chiome e, soprattutto, alla conformazione dei tronchi da cui si dipartono branche e rami contorti e nodosi particolarmente scenografici come testimoniato anche dal numero di visitatori, giornalisti e naturalisti che li ritraggono nei loro reportages fotografici e video.

     

    E’ per tutto questo che Europa Verde Metropolitana ha chiesto ufficialmente alla Soprintendenza di sottoporli a vincolo paesaggistico, ai sensi degli artt. 136 e 138 del Decreto legislativo n° 42/2004.

     

    Il vincolo eviterebbe che a seguito di interventi di riqualificazione/rifacimento o di semplice manutenzione della piazza possano essere danneggiati o peggio abbattuti privando così il polo storico e archeologico Museo nazionale-piazza De Nava di un significativo e qualificante attrattore culturale e turistico. A supporto della richiesta di vincolo è stato evidenziato alla Soprintendenza che nel 2009 il Servizio Tutela del Dipartimento regionale Sicilia dei beni culturali ed ambientali e la Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali di Messina, per quanto previsto dall’art. 136, comma 1 let. a, del Decreto legislativo 42/2004, hanno sottoposto a tutela un esemplare di pittosporo (radicato in una proprietà privata) con chioma più espansa e regolare degli alberi di piazza De Nava, ma di interesse storico, naturalistico e paesaggistico complessivamente inferiore (DECRETO del 20/04/2009 “Dichiarazione di notevole interesse pubblico dell’albero di Pittosporo, in comune di Messina”).

     

    La Federazione Metropolitana di Europa Verde auspica che la Soprintendenza di Reggio Calabria prenda in considerazione la sua richiesta di tutela degli alberi, ed evidenzia che se fossero tagliati o danneggiati prima dell’imposizione del vincolo si consumerebbe un irreparabile danno alla storia e all’ambiente della città.