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    Ancora emergenza al Centro dialisi di Taurianova

    “Tanto tuonò che piovve” così si può riassumere, richiamando quanto detto dal filosofo Socrate, la situazione di disagio venutasi a creare al Centro Dialisi di Taurianova a seguito della “fuga” di tre operatori sanitari cosiddetti No-Vax. Si tratta di un medico assunto a tempo determinato e di due infermieri professionali. Ai due infermieri i medici di famiglia hanno rilasciato le certificazioni mediche richieste dai propri assistiti. Inquietante la concomitanza delle improvvise malattie con il termine, stabilito per decreto governativo, di esibire il green pass entro e non oltre il 15 ottobre 2021.

    Del resto molte sono le critiche bipartisan a livello nazionale sul fatto che i certificati di malattia, rilasciati dai medici di famiglia, abbiano avuto, in questi giorni, l’incremento del 23%. Si registra, anche, il ricorso all’istituto del congedo ordinario dell’unico medico No-Vax, che è in servizio al centro dialisi, congedo richiesto permanendo la mancata esibizione del green pass. Quindi un medico nefrologo e due infermieri professionali sono assenti mettendo così in serie complicazioni il resto del personale sanitario che opera nel “Centro”, operatori costretti, pur di mantenere la continuità assistenziale della terapia dialitica salvavita, a sottoporsi a lavori straordinari logoranti con raddoppio di turni e continue reperibilità; a questi responsabili operatori della sanità del “Centro” va grande apprezzamento per essere rimasti in servizio e che – nonostante le difficoltà che gli assenti causano – svolgono l’attività senza interruzione di continuità; situazione che per ovvi motivi non può protrarsi nel tempo. Pertanto – nonostante che per i lavoratori sanitari vige l’obbligo di vaccinazione, come stabilito dal DL n. 44/2021 – si è di fatto eluso l’obbligo stabilito con il noto Decreto Legge. È per me motivo di grande dispiacere dovere registrare l’accaduto, che scuote l’opinione pubblica taurianovese e non solo. Sono rattristato perché, nella mia qualità di Presidente del Comitato (4.252 gli aderenti) di Tutela pro Centro Dialisi di Taurianova, con il mio impegno e l’aiuto concreto dei vertici dell’ASP di RC e dei Dirigenti della Sanità Regione Calabria (dai quali ricevuto, in momenti diversi, ho avuto assicurazioni cui seguirono risultati concreti con la nomina dei necessari medici, infermieri e operatori socio sanitari) ero riuscito a portare il Centro Dialisi di Taurianova alla normalità dando serenità ai tanti ammalati, che sono da quei medici curati; pazienti che ora sono tornati ad essere molto preoccupati dalla situazione che si è venuta a determinare.

    ll bubbone è scoppiato e ancora una volta il travagliato Centro Dialisi di Taurianova si pone in evidenza agli “onori” della cronaca. Ma questa volta, si auspica, senza gravi sussulti, senza quelle conseguenze che nel passato hanno angustiato la vita del “Centro”. L’accaduto era prevedibile che accadesse, infatti i tre operatori sanitari non si sono sottoposti a vaccinazione da ciò il disservizio di cui si è detto; era evidente che senza tempestivo intervento, si sarebbe verificato l’ennesimo problema al “Centro”. Sarebbe stata sufficiente l’incisiva appropriata azione dei dirigenti ASP e la fiamma si sarebbe potuta spegnere prima che l’incendio divampasse. L’incendio, almeno in questa fase, non lascia sul campo tracce di bruciato grazie all’operosità, all’abnegazione e soprattutto al senso di appartenenza degli operatori sanitari rimasti in servizio nella struttura dialitica. Fino a quando si riuscirà a far fronte alle assenze degli operatori sanitari No-Vax? Intervenga l’ASP per porre fine alla

    situazione di disagio.

    Dott. Pino Pardo,

    già Presidente Comitato Tutela pro Centro Dialisi Taurianova, dializzato e trapiantato del rene