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    Regionali, Nino Gullì: «Basta liste d’attesa in Sanità. I rifiuti? Urgono grandi isole ecologiche e termovalorizzatori moderni»

    Nino Gullì, candidato di Forza Italia per la Circoscrizione elettorale Sud, è stato ospite di Voices, apprezzato appuntamento di Radio Touring, in questo periodo caratterizzato in chiave elettorale.

     

    «La Sanità? La Regione che verrà potrà fare qualcosa di serio – ha esposto Gullì –solo se il Governo centrale farà finalmente terminare il commissariamento del settore, che dura da oltre dieci anni.

    Sappiamo tutti qual è il lavoro del commissario: risanare i bilanci dell’Ente commissariato. Da imprenditore quale sono, posso dire solo una cosa: è del tutto inutile tagliare i servizi per risparmiare. Eppure, in questi anni di commissariamento s’è pensato solo a questo. Le conseguenze? Il “turismo sanitario”, con grandi sacrifici da parte dei malati e delle loro famiglie e con un riverbero terrificante sulle casse della Regione, visto che va a beneficiare altre Aziende ospedaliere o altre Asp. La mossa più sbagliata che possa esistere. Invece, noi calabresi abbiamo le professionalità sanitarie e manageriale per riprendere in mano la gestione del settore, anche se occorrono persone “giuste” – ha puntualizzato il candidato azzurro –, competenti ma anche dotate delle indispensabili qualità manageriali. E di certo servirà una penetrante rete di controlli sulla spesa.

    Va detto pure che, nel Reggino, il Sistema Sanità è totalmente imperniato sui servizi offerti dal Grande ospedale metropolitano. Questo genera varie disfunzioni, incluse liste d’attesa smisurate anche solo per fare una Tac o una risonanza magnetica. C’è chi ha le risorse per ovviare ricorrendo ai laboratori privati, ma molta altra gente non può permetterselo.

    Aggiungo – così Nino Gullì – che in una situazione delicatissima come quella della Sanità calabrese, resa “a rischio” dalla pandemia, è assurdo che rimangano congelate assunzioni che gli addetti ai lavori ritengono indispensabili. E tuttavia, pure nei settori in cui “sul campo” si vedono solo pochi addetti tra medici e infermieri, accade spesso che in pianta organica risultino in servizio molte altre unità: urgono verifiche accorte. Che siano “imboscati” o trasferiti in settori diversi meno prioritari, questa malagestione deve finire».

     

    Quanto poi ai rifiuti, «quantomeno a Reggio città c’è un problema già in partenza: molti edifici – ha osservato l’aspirante consigliere regionale forzista – non sono idonei ad accollarsi la raccolta differenziata. Basti pensare alla diffusa assenza di cortili in cui poter lasciare i mastelli: così, solitamente i mastelli occorre piazzarli davanti ai portoni delle nostre case. E questo frangente antiestetico diventa un elemento grave, quando la raccolta non viene effettuata quotidianamente.

    Serve quindi studiare altri sistemi più adatti, ma Reggio deve tornare pulita immediatamente. Per farcela, immagino grandi isole ecologiche ai margini della città, in cui poter conferire i nostri scarti fin da subito, seguendo la logica della differenziata: c’è un problema di decoro ma soprattutto di salute pubblica, non si possono attendere tempi medio-lunghi.

    Va detto che tanti concittadini si dimostrano incivili: per lo più, si annidano in quel 60% circa di reggini che evade la Tari. I mezzi per combattere gli evasori ci sono: facciamoli venire allo scoperto e sanzioniamoli, però eroghiamo un servizio adeguato. Andando incontro, aggiungo, a chi non riesce a pagare l’imposta.

    Devo poi dire che ormai ovunque gli scarti costituiscono fonte di ricchezza. Da noi, che per qualcuno i nostri rifiuti siano fonte di reddito lo attesta la scontistica applicata alle imprese a titolo di “borsino rifiuti”; che però, contemporaneamente, certifica l’incapacità del Comune di reperire risorse anche con una gestione oculata del ciclo rifiuti. Il tutto, mentre termovalorizzatori ecocompatibili di nuova generazione selezionano direttamente carta, vetro e multi materiale, rendendo superflua la raccolta differenziata: dovremmo utilizzarli».

     

    Riguardo al trasporto aereo, scottante la disputa sulla possibile uscita dell’Aeroporto dello Stretto dal sistema aeroportuale regionale. «Sappiamo tutti che sono stati stanziati 25 milioni di euro per l’Aeroporto: ma se lo scalo reggino non viene reso sicuro, le compagnie low-cost qui non atterreranno mai. E a noi servono i voli nazionali, frequenti per Roma e Milano e anche per nuove rotte interne.

    Purtroppo, anche su questo versante la Regione Calabria in passato ha mancato, erogando contributi una tantum a compagnie che, terminate le agevolazioni, si dileguavano. In materia, credo sarebbe saggia una maggiore continuità, con contributi su ogni biglietto emesso».