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    Reggio Calabria – Mettiamoci una croce sopra, i candidati presidente a confronto con i giovani

    di Grazia Candido – Idee e proposte per un nuovo protagonismo giovanile in Calabria è quello racchiuso nel “Manifesto dei Giovani Calabresi” illustrato questa mattina nella sala Commissioni del Consiglio Regionale.
    L’incontro moderato dal giornalista della Rai Riccardo Giacoia, ha visto la partecipazione dell’attore comico Gennaro Calabrese, della referente del gruppo giovani Agape e coordinatrice del progetto Giulia Melissari, del presidente del centro comunitario Agape Mario Nasone e dei tre dei quattro candidati alla Regione Calabria Roberto Occhiuto, Mario Oliverio e Luigi De Magistris.
    Assente la ricercatrice Amalia Bruni che, in una breve telefonata, ha manifestato il suo pieno consenso al manifesto redatto dai giovani: “un lavoro straordinario e come madre e donna non posso più permettere che voi ve ne andiate da questa splendida terra. Dobbiamo lavorare insieme per costruire il vostro futuro e noi vi aiuteremo”.

    “Ho partecipato a questo progetto nella veste di comico scrivendo questo video che ha provato a sintetizzare l’importanza del voto, la buona abitudine civica a contribuire a quella che è la formazione della macchina pubblica e, siccome, il 2003 pare essere stata l’annata proficua delle nascite, 20.000 giovani nuovi che andranno a votare, ho accolto favorevolmente l’invito di Giulia e Mario mettendo in risalto le abitudini mentali dei ragazzi – afferma l’attore Calabrese prima della proiezione del video girato al liceo scientifico “Alessandro Volta” -. Siamo partiti dai luoghi comuni per sfatarli, luoghi comuni che ci sono dietro il voto, la scelta di schierarsi a favore di un candidato rispetto ad un altro, le tipiche espressioni come quella “sono tutti gli stessi”, “tanto non cambierà nulla” o “ho il posto garantito perché ho mio cugino”. Spero che la Calabria si arricchisca sempre di giovani che possano sentirsi partecipi. I politici sanno benissimo quale è la mission della politica: bisogna evitare il distacco dai palazzi alle strade cercando di essere più con l’orecchio teso verso i giovani”.
    A spiegare il progetto, ci pensa l’avvocato Melissari che nel ricordare che “si sente spesso parlare di futuro e generazioni ma, sappiamo bene che il futuro assume un solo colore quello dell’inopportunità e anche se la speranza vive nel futuro, l’opportunità è nel presente”, ricorda che “la Calabria non deve essere vista in bianco e nero ma a colori”.
    “Dobbiamo costruire tante opportunità economiche e sociali dove i giovani calabresi possano scegliere – continua la referente del progetto -. Abbiamo scelto di iniziare questo percorso e il nostro messaggio etico è “crea tutto il buono che puoi creare” ricordando che il buono non è soltanto territorio del futuro ma, soprattutto, del presente. Generare cambiamento non vuol dire inventarsi quello che non c’è e non ci potrà mai essere ma stravolgere in senso positivo e migliorare quello che già possediamo. Non è necessario competere ma condividere e, nel condividere, non c’è una subordinazione ma una creazione di una comunità come quella creata da noi oggi. Quindi, perché non coinvolgere i giovani?”.
    Dopo gli interventi dell’ingegnere Valerio Arcobelli, dell’avvocato Carla Amaddeo dell’Azione Cattolica per la creazione di una Consulta regionale dei giovani con poteri di consulenza e proposte, Adriana Pascone dei Volontari di SCU (Servizio civile universale), Maria Chiara Arillotta di Agape che si è soffermata sulla necessità dell’approvazione di presidi psicologici e pedagogici in tutte le scuole secondarie regionali, Aurora Paino del centro giovanile “Padre Valerio Rempicci” che invece, ha chiesto la realizzazione di 30 centri di aggregazione giovanile con l’utilizzo dei beni confiscati del patrimonio edilizio e Laura Cirella del consorzio “Macramè”, la parola spetta ai tre candidati a governatore per la Regione Calabria.

    “Anche io non vengo dalla politica, facevo il magistrato, il sogno della mia gioventù e mi sono imbattuto in un sistema di corruzione particolarmente forte in questa terra – afferma De Magistris -. Mi sono appassionato alla politica, la politica è ciò che facciamo tutti i giorni quindi, non ci si può disinteressare e il mio auspicio che si vada a votare in modo libero e segreto. Nel programma, abbiamo un capitolo importante sui giovani, condivido in pieno il vostro documento e sappiate che da sindaco di Napoli, ho istituito un assessorato ai giovani dando l’opportunità di fare l’assessore ad una ragazza che non è scappata dalla sua città dopo un evento nefasto. Si è parlato più volte di giovani come un problema ma non è così, la scuola è importantissima per la loro crescita e loro sono fondamentali per noi. Il patrimonio immobiliare calabrese è immenso e, con i bandi, si possono affidare ai giovani edifici per dar loro l’opportunità di fare imprenditoria e alle associazioni possiamo dare i beni comuni per fare attività culturali, ricreative, creare turismo, commercio, servizi e diritti che mancano. Ci sono soldi, atti amministrativi che si possono adottare, leggi da applicare. E poi, dobbiamo fare concorsi trasparenti e per merito. La politica deve far sapere alla sua gente, ai giovani come stanno davvero le cose, creare le condizioni per poter scegliere tra il bene e il male”.
    Si sofferma sulla “formazione professionale che ha arricchito in questi anni gli Enti di formazione e non ha prodotto profili utili per il mercato del lavoro” il candidato Occhiuto che vede una “formazione on the job”.
    “Sono un giovane calabrese fortunato perchè sono nato in Calabria e sono rimasto qui – aggiunge Occhiuto -. Il fatto che i giovani vadano via non è solo un danno per loro, per le loro famiglie ma è un danno per la Regione: il fattore che determina la crescita di un territorio è il capitale sociale e noi stiamo impoverendo la nostra Calabria della migliore risorsa che abbiamo. La Regione spende 320 milioni all’anno per la mobilità passiva perché non riesce a curare i calabresi, a questa aggiungete le spese dei viaggi della speranza. Arriviamo quindi, a 1 miliardo all’anno. Io immagino un protagonismo trasversale dei giovani rispetto alle varie attività nella direzione di arginare questa emorragia. La nostra è una Regione che ha potenziali startup, ci sono tanti giovani che hanno idee di mercato ma non riuscendo a fare gli imprenditori, finiscono per diventare dipendenti di qualche altra azienda fuori dalla Calabria. Eppure, abbiamo risorse utili per incentivare iniziative del genere. Vorrei dimostrare che la mia Calabria è molto più bella di quella raccontata ecco perché, ho scelto lo slogan “La Calabria che non ti aspetti”.
    Per il candidato Oliverio invece “siamo in una terra nella quale è sempre tutto normale e anche i segnali positivi vengono travolti da un racconto negativo e questo piega le energie e fa prevalere una visione pessimista che porta  rassegnazione. Ma questo si può mutare solo se i giovani si mettono in campo”.
    “Non fate l’errore di considerare questo incontro in preparazione del 3 e 4 ottobre ma assumetelo come spazio per dare voce alle problematiche e occasione di interlocuzione – conclude Oliverio -. Bisogna creare opportunità per i giovani che si formano, studiano al Sud, dobbiamo creare un sistema di impresa con strumenti che abbattono il costo del lavoro. Stanno arrivando risorse importanti dall’Europa e, purtroppo, la Calabria non si è presentata con una proposta adeguata ed è un gap che bisogna colmare. La Calabria sta morendo per le logiche assistenziali e la sfida sulla quale misurarsi è questa altrimenti non ci sarà futuro”.
    In conclusione, Mario Nasone rimarca che “c’è l’eccellenza nella nostra gioventù e, in pochissimi giorni, proprio questi ragazzi hanno confezionato il manifesto confermando la loro competenza” ma, soprattutto, che “il lavoro fatto oggi, continuerà”.
    “Don Italo Calabrò diceva “Lottare per restare, restare per costruire” e i ragazzi lo hanno fatto loro – chiude Nasone -. Ringrazio i candidati per l’attento ascolto dimostrato e mi piacerebbe che questo diventasse uno stile permanente di governo. Il mio augurio è che vinca la Calabria. Questa è la casa dei calabresi e ho notato in tutti questi anni che non è frequentata dai giovani, i veri abitanti di questa casa”.