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    Reggio Calabria – Il Senatore Barbaro a fianco dell’ex Garante: “Marziale può aiutare davvero la Calabria”

    di Grazia Candido – “Noi abbiamo le cosiddette barriere all’ingresso cioè quei fattori che rendono difficile l’entrata agli sportivi a parità di merito, nei circuiti agonistici. I nostri ragazzi sono più penalizzati rispetto a quelli del Nord proprio per la mancanza di infrastrutture e se vogliono competere, quando crescono devono lasciare la propria terra per potersi misurare a certi livelli”.

    Non ha alcun dubbio il sociologo e candidato nella lista di Fratelli d’Italia per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria Antonio Marziale che, questo pomeriggio presso lo Sport Village di Catona, ha incontrato il Presidente ASI (Associazione Sportiva Italiana) Senatore Claudio Barbaro mettendo in chiaro, un’altra parte del suo vasto e minuzioso programma per far ripartire la Calabria anche dal punto di vista sportivo.
    “Sono originario di Bagnara e vengo sempre con piacere in Calabria – esordisce il senatore Barbaro -. L’occasione è più che mai propizia per supportare non solo il candidato a Presidente della Regione Calabria per il centro destra Mario Occhiuto ma anche, per supportare il nostro amico Antonio Marziale al Consiglio regionale. Questa è una candidatura totalmente organica alla nostra associazione Asi che, sul territorio reggino, ha sempre fatto tanto e lo ha fatto perchè ha avuto la possibilità di interloquire con le istituzioni attraverso persone che sono dirette espressione della nostra organizzazione. Anche in questo caso, siamo qui per cercare di mandare un nostro rappresentante in Consiglio regionale e speriamo possa essere Marziale, l’uomo giusto che può davvero aiutare la Calabria”.
    Il presidente dell’Asi si sofferma sulla necessità immediata di “passare dall’assistenzialismo allo sviluppo e la creazione di infrastrutture è fondamentale per permettere a questa terra di poter colmare il gap con le altre Regioni settentrionali e meridionali”.
    “L’alta velocità, l’aeroporto di Reggio che deve tornare a lavorare come ai vecchi tempi, le strade sono tutte situazioni che penalizzano lo sviluppo di questa bellissima Regione – continua il senatore -. Le infrastrutture, la viabilità sono legati allo sviluppo dell’occupazione e non possono più essere mortificate delle solite politiche meridionaliste che prevedono politiche assistenziali e che poi sfociano puntualmente, in contesti drammatici come quello che ha favorito la politica dei Cinque Stelle con il Reddito di cittadinanza. Dobbiamo aiutare la nostra gente ma la dobbiamo fare lavorare, dobbiamo garantirgli una stabilità economica, sociale, occupazionale e non mortificarla. I fondi possono arrivare anche qui ma se non vengono investiti per le infrastrutture, la Calabria non riuscirà a fare mai il salto di qualità”.
    Pienamente concorde l’ex Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Marziale che nel ribadire come “il sostegno del senatore Barbaro sia molto importante e un po’ ha determinato la mia candidatura” non può che evidenziare come “l’appoggio del presidente dell’Asi è importante perché Claudio è un punto di riferimento per lo sport e in questo territorio tra le cose che mancano, ci sono le attrezzature e intendo le infrastrutture per lo sport”.
    “La Calabria ha tanti talenti sportivi, potrebbe coltivare atleti da far invidia al mondo. Lo sport è anche uno sfogo, un importante mezzo per socializzare e far crescere i nostri ragazzi ma come per il resto delle altre infrastrutture, siamo poveri – aggiunge Marziale -. Se poi ci mettiamo anche che quando arrivano i migranti prendiamo le palestre per accoglierli, togliamo quel poco di spazio che c’è ai nostri ragazzi e nessuno mi venga a dire che sono contro l’accoglienza perché io sono Antonio Marziale e sono colui il quale da Garante ha formato il maggior numero di tutori per minori stranieri non accompagnati in Italia e sono il Garante che ha messo la Calabria sul podio più elevato. Quindi, serve una razionalizzazione pure in questo però, la Calabria ha bisogno di strutture perché parliamo di sport. Siamo riusciti a portare squadre calcistiche in serie A, B ma siamo miseri di infrastrutture. Noi possiamo competere con tutti ma la differenza la fanno le strutture dove il talento può crescere. Questo divario deve finire anche perché abbiamo una Regione dove la struttura sportiva potrebbe essere una chicca sulla bellezza connaturata ed insita nel Dna e nella morfologia del nostro territorio”.