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    Reggio Calabria – “Cose nostre – La rivelazione”, la nuova creatura di Pasquale Sgró

    di Grazia Candido – Interessanti storie che s’intrecciano nel cuore dell’Italia e che fanno conoscere una terra del Sud, la Calabria, “un muscolo cardiaco malato, forse senza possibilità di guarigione” ma che trasmette sempre ai suoi figli, un grande senso di nostalgia per il passato, amore e coraggio.

    “Cose nostre – La rivelazione” è la nuova creatura letteraria di Pasquale Sgró, primo libro di una trilogia di una saga familiare ambientata fra Calabria, Sardegna, Toscana e Sudamerica. Insieme all’autore, originario di Motta San Giovanni e noto chimico (Sgró fornisce consulenza in materia di sicurezza e salute sul lavoro e ha creato il personaggio dell’ispettore Felicino per spiegare la sicurezza a fumetti), cerchiamo di capire qualcosa in più sui protagonisti del libro la cui presentazione è prevista per sabato alle ore 17, 30 al cineteatro “Metropolitano”.
    “Francesco Treolo, detto Ciccio, da oltre 30 anni, ha lasciato la Calabria per iniziare una nuova vita in Toscana, lontano da quei vincoli che governano il paesino dove è nato e cresciuto. Questo libro nasce per raccontare come era la Calabria, la vita, i pregiudizi, tutte le cose nostre di 50, 60 anni fa. Il protagonista voleva rompere con quel mondo mafioso, ricominciare una nuova vita, ma un giorno, riceve una telefonata da zio Pietro, ex capo dell’Onorata Società della zona, che gli ordina di tornare in Calabria. Ciccio avendo paura per la sua famiglia, decide di scendere in treno. Il Natale è vicino e nel viaggio, il giovane pensa alla sua fanciullezza, ripensa a storie di sangue, faide familiari, fughe amorose. Tutto questo viene raccontato nei capitoli dispari – spiega l’autore – in quelli pari, si sviluppa una storia in Argentina dove Giovanna, di professione fa la giornalista, sta perdendo il padre a causa di una malattia cardiovascolare e non solo non è stato capace di amarla ma le ha impedito di conoscere le sue origini italiane”.
    Ma un giorno, Giovanna trova una lettera della nonna materna e le cose cambiano anche per lei.
    “Esattamente, la ragazza decide di partire per cercarla. Destinazione Calabria. Arrivata in Italia, Giovanna scopre di essere la nipote di nonno Pietro, il mafioso, e qui conosce Francesco con il quale ha delle affinità. Lo stesso Francesco, alla fine, verrà a conoscenza di una verità che gli sconvolgerà la vita”.
    Con questo libro, non solo fa un omaggio alla sua terra facendo conoscere un’immagine diversa di Motta San Giovanni, un piccolo paese della Calabria interna, un tempo vivo, animato da una vivace comunità contadina, ma anche dona ai suoi lettori ricordi di gioventù che oggi, pur lontano, le scaldano il cuore. 
    “Nel libro c’è una parte molto bella di quando ero studente e ricordo con affetto un chioschetto a piazza Carmine dove mi vedevo con gli amici e la poesia della parlata calabrese che descrivo con l’arrivo di Francesco in stazione colpito proprio da quell’intercalare e dalla parola compare”.
    Ha scritto questa trilogia soprattutto, per i giovani. Cosa vuole dirgli? 
    “Il Padre eterno ci ha dato una cosa bella che stiamo rovinando e spetta proprio ai giovani rimpossessarsi del passato per avere un futuro migliore” .