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    Non chiamatela Pedemontana

    Siamo proprio sicuri che sia una pedemontana quella aperta ieri alla circolazione e a ridosso delle scadenze elettorali?
    In realtà non è altro che una strada a scorrimento veloce che corre perfettamente parallela, monte-mare, alla SP1, la vecchia statale 111 da Cittanova a Taurianova e lì finisce proprio a ridosso della strada comunale Cappelle.
    Questa serve anche il cimitero di Taurianova Iatrinoli ed attraversando tutta la città da Sud verso Nord si innesta proprio alla SP1 che collega da sempre Gioia Tauro a Locri passando – appunto – per Taurianova e Cittanova.
    E infatti non sarà un caso che del territorio solo i sindaci di Taurianova Roy Biasi e di Cittanova Francesco Cosentino siano stati presenti all’evento, celebrandolo, dal loro punto di vista anche giustamente perchè lo sviluppo passa da sempre dalle strade.
    Dal punto di vista di questi territori, infatti,  siamo al cospetto di un’opera importante, anzi decisiva per lo sviluppo, tale da rendere più che legittima la soddisfazione del
    Sindaco di Taurianova, Biasi, per la ragione di essere stato, come ha scritto nella sua nota di paternità, il vero artefice di questo capolavoro di politica sociale e del territorio avendo di fatto ieri completato l’operazione iniziata da tempo per dare a Taurianova un sistema di strade di scorrimento e collegamento sicuramente tra i più avanzati della provincia, come il centro urbano merita.
    Infatti Taurianova ora vanta a Sud la strada ieri aperta; a Nord la strada SP1 che l’attraversa in parallelo da Est verso Ovest ed entrambe raccordate in un sistema perfettamente “anulare” ad Est dalla già citata comunale Cappelle ed a Ovest dalla Sp1dir. Polistena – Molochio – Oppido.
    E La pedemontana? Beh, tranne che nelle poste di bilancio, di una vera e propria pedemontana non c’è traccia, dal momento che intere comunità del territorio restano tagliate fuori, ostaggio di un tracciato stradale di epoca borbonica e non percorribile da mezzi pesanti con conseguenze intuibilmente disastrose
    In compenso, però, qualche importante villa del territorio adesso è servita come si deve dalla nuova strada e anche questa è cosa buona.
    Ma, per carità, non chiamatela pedemontana