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    Reggio Calabria – L’intreccio d’amore di “Romeo e Giulietta” spegne le luci a Catonateatro

    di Grazia Candido – Non poteva chiudere con una travolgente storia d’amore, la XXXVI edizione del festival Catonateatro che, ieri sera, ha spento le sue luci con l’opera “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare per la regia di Nicasio Anzelmo.

    Uno spettacolo imponente, prodotto dal C.T.M (Centro Teatrale Meridionale) che, in un momento storico come questo, ha coinvolto un grande numero di attori e maestranze: un segnale di sostegno concreto e reale a chi continua a subire quotidianamente sulla sua pelle, le dure conseguenze economiche della pandemia in un settore da sempre in difficoltà.
    In scena, un cast eccellente e coraggioso, non è facile portare in scena una bellezza antica con canoni espressivi estremamente contemporanei e che vede nei panni di Romeo l’affascinante Simone Coppo innamorato della sua Giulietta (Eleonora De Luca), in perfetta sintonia e complici a creare di nuovo quell’amore contrastato e sopraffatto da un destino crudele.
    Tra rancori familiari, sferragli di spada, sussurri amorosi e lotte continue di due giovani vittime, innamorate ed incomprese, l’Amore eleva le anime in cielo mentre la Morte trascina i corpi sottoterra.
    La storia conserva caratteri duri ed eterni con cui la nostra contemporaneità deve misurarsi: su tutto spicca un senso lancinante di sofferenza, un patimento silenzioso che trova nel passaggio generazionale, il suo più furente campo di battaglia.
    La “guerra” che affrontano Romeo e Giulietta non è altro che quel continuo conflitto degli uomini contro gli uomini.
    Il sacrificio dei due amanti sancisce la presa di coscienza di un sentimento dalla natura atemporale: Romeo e Giulietta sono morti da tempo ma continuano a giurarsi eterno amore.
    “Ama, ama follemente, ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente”.
    E’ impossibile distogliere lo sguardo dal capolavoro shakespeariano e il pubblico dell’arena “Neri” è commosso dalla scena finale in cui si ritorna al vero teatro che lascia senza parole di fronte alla terribile spirale del dramma.
    La temuta notte della solitudine diventa bellissima e il mondo si innamora dell’ombra, del buio, di quel silenzio in cui ha fine una tragedia umana ma spente le luci, nell’arena restano le emozioni, i battiti di cuore, l’allegria e la spensieratezza che, anche quest’anno, la Polis Cultura è riuscita a donare alla sua Reggio.