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    Reggio Calabria – La raffinata e fresca comicità di Gianfranco Phino apre “Cabaret alla Villa”

    di Grazia Candido (foto Antonio Pitea) – “Siamo abituati a lotte estenuanti, battaglie che ci mettono continuamente alla prova ma, ce la faremo anche questa volta e il Covid-19 sarà un brutto ricordo. La vita in sé è una lotta ma siamo fatti per le sfide”.

    Così ieri sera, l’attore e imitatore romano Gianfranco Phino (all’anagrafe Gianfranco Finocchi) apre il suo “one man show” inserito nella kermesse “Cabaret alla Villa” del progetto artistico “N.T.T. – New Theatre training”, organizzato dall’associazione culturale arte e spettacolo “Calabria dietro le quinte APS”.
    Le incalzanti imitazioni di Banfi, Costanzo, Corrado, Baudo scaldano una serata all’insegna del buonumore nella quale spicca la poliedricità di un artista non solo comico ma attore, mimo, musicista.

    Per quasi due ore, l’istrionico Phino costruisce, scolpisce, inanella battute e sketch esilaranti dimostrando carisma e unicità interpretativa. Ne viene fuori uno show dove si ride, ci si emoziona tornando indietro nel tempo, a quel passato che ha segnato le vite di generazioni intere e, allo stesso tempo, si resta sorpresi con temi attuali e freschi.
    “Sono nato in un giorno funesto, il 2 Novembre, ma i guai sono stati amici miei da sempre: già con il mio cognome, Finocchi, avevo una carriera spianata e quando stavo realizzando il sogno della mia vita, fare questo mestiere dove ho incontrato e lavorato con i più grandi della televisione e del teatro, nel dicembre del 2010, ho lottato contro un brutto male ma ho vinto io. Quindi, tanto sfortunato non sono e il 2 novembre è un giorno bellissimo”.
    Con il brano “Guai” di Vasco Rossi, si alternano le voci di Ligabue, Renato Zero, Venditti, Califano, Celentano, Ramazzotti, Cocciante, Jovanotti, Zucchero, Dalla, Luciano Pavarotti e tanti altri.

    Gianfranco, da bravo “professore”, analizza il “florilegio dei termini della nostra lingua” e, scherzando, sprona il pubblico a “dubitare di quello che ci insegnano a scuola, le parole ci ingannano: per esempio, la donna va dal parrucchiere e si fa la permanente ma dura una settimana quindi, non è permanente; l’aereo decolla ma se vola non è de colla. È il tono che cambia il senso di ciò che affermiamo”.
    Come un fiume in piena, l’attore comico entra nelle sfumature dei dialetti italiani, fa un excursus da Nord a Sud del paese per dimostrare che “siamo figli di questa diversità che, in realtà, è una grande originalità”.
    Con le sue imitazioni, improvvisazioni, barzellette, canzoni, riesce a tenere il palco da professionista consumato. Ma quello che piace di più è una comicità, mai volgare, pulita e a volte, spigolosa, che segna uno spettacolo elegante e divertente.

    “Il teatro è sacro e va protetto perché le cose possiamo dircele in faccia senza filtri – si congeda Phino dopo aver fatto una meravigliosa “A livella” con le voci di Totò, Gassman e Troisi e un divertente omaggio al Brasile -. L’Italia ha una umanità incredibile e malgrado il nostro governo, siamo un gran popolo. Calabria dietro le quinte è una bella realtà associativa che ha la condizione di umiltà necessaria e che tutti dovremmo sempre sostenere e prendere come esempio”.
    Ma prima di andar via, c’è una frase del sommo poeta Dante che Phino ci tiene a dire a Reggio Calabria: “Fatti non foste per viver come bruti ma per servir virtute e canuscenza”, un modo semplice e diretto per spronare ogni individuo a cercare di perseguire quotidianamente, la conoscenza in modo da poter sconfiggere il suo più grande nemico, l’ignoranza.