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    Reggio Calabria – Roberto Ciufoli chiude Cantieri Culturali: “Finalmente torniamo a donare sorrisi al nostro Paese”

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Un one man show antropologico che analizza le diversità di uomini e donne mettendo in risalto le diverse sfaccettature del genere umano abissalmente tanto diverso ma pur sempre, meraviglioso.

    L’attore romano Roberto Ciufoli, ieri sera, ha chiuso “Cantieri Culturali”, esperimento artistico nato dalla sinergia di due importanti realtà territoriali, Officina dell’Arte e Reggio FilmFest, con il travolgente spettacolo “Tipi” caratterizzato da monologhi, poesie, canzoni in dialetto ed elaborazioni musicali.
    Parte dalla discendenza della scimmia per arrivare alla dissertazione del linguaggio umano, necessario per analizzare i suoi “casi viventi” presi in esame. Si susseguono i diversi “tipi” umani, dallo sportivo che usa ogni muscolo del corpo e l’uso a volte diventa un abuso, al suo opposto, il pigro sempre in pigiama e che non vuole fare niente. Poi, l’ubriaco che “nel nostro Paese è un museo perché il vino è cultura” e come sostiene il professor Iacopo Rossi nella descrizione dei diversi generi, sull’ubriaco dice: “Meglio mbriachi famosi che alcolisti anonimi”.
    Ma se l’ubriaco nella sua condizione psico-fisica cerca un equilibrio ed è rallentato nei movimenti, lo scemo invece è rallentato nei pensieri a differenza degli “eroi considerati dalla comunità dei veri e propri fighi, a loro è tutto concesso  – postilla Ciufoli -. Tu sbagli strada e finisci sulla Cristoforo Colombo, lui sbaglia rotta e scopre l’America”.

    Roberto è un fiume in piena, per quasi due ore, da solo sul palco, con le sue minuziose analisi sugli esseri umani, riesce a strappare continue risate al pubblico estasiato da quei racconti puliti, mai volgari che prendono in giro quell’uomo che vorrebbe essere perfetto ma nella sua imperfezione risiede la vera bellezza. Nelle sue ricostruzioni parla anche del viaggio dell’eroe Ulisse e delle vite degli eroi moderni come Superman, Batman, Diabolic (rigorosamente di Molfetta), Zorro per poi continuare la sua analisi con il timido “stretto nei suoi confini”; il coatto “tutto fuori di sé”; l’indeciso per eccellenza, Amleto; il ballerino in discoteca; il tanghero con la sua passionalità.
    Le indicazioni stradali diverse per ogni città del Paese, interrompono per un po’ una esilarante carrellata di persone messe all’angolo sul finale dalla descrizione dell’innamorato e dei suoi sentimenti e, in particolare, dell’esperienza di coppia e la necessaria differenza tra uomo e donna perché “l’Universo sa che senza due corpi differenti, non c’è futuro”.
    Roberto si sveste dal suo ruolo comico e dona al pubblico un’estrema umanità insegnandoci quanto sia potente la forza dell’amore puro ma, soprattutto, la necessità di accettare le differenze perchè “quando perdiamo il diritto di essere diversi, perdiamo il privilegio di essere liberi”.
    “Andare a teatro è diventato una forma di resistenza – chiude Ciufoli il suo show (al quale ieri sera è stato assegnato il Premio Oreste Lionello) -. Cantieri Culturali ha dato a Reggio Calabria la possibilità di tornare a teatro, di rivivere l’arte a 360° e, soprattutto, a noi artisti ci ha permesso di calcare di nuovo il palco, di stare a contatto con il pubblico e fare ciò che ci piace tanto: donare un sorriso e fare stare bene il nostro Paese”.