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    Reggio Calabria – Gennaro Calabrese un “cocktail” di allegria al villaggio culturale

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Il sorriso è la sua spada più lucente, un’arma indistruttibile con la quale riesce a placare anche i momenti più difficili della vita. E con quel bellissimo sorriso e la sua spontaneità nel raccontare e denunciare ciò che non va a Reggio, difende la sua terra, il suo Paese e sprona la sua gente a lottare per “essere libera e felice”.

    Gennaro Calabrese, big del villaggio “Cantieri Culturali”, ieri sera, ha dato una lezione di vita con il suo show svincolando il suo pubblico per quasi due ore, dall’oppressione del Covid-19, dalle angosce quotidiane che, oramai, da qualche tempo, ci soffocano ma, soprattutto, ha dimostrato che, nella vita, la vera arte sta nell’imparare a soffrire e a sorridere. E tante sono state le risate grazie ad esilaranti sketch, freddure del momento, monologhi con le voci di personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport, del giornalismo, della tv.

    I cavalli di battaglia dell’istrionico Calabrese esaltano la potenza di un One man show unico che polverizza i luoghi comuni e i tabù a favore della libertà di pensiero e del rispetto reciproco. Negli spettacoli di Calabrese c’è poco da fare: la risata è il mezzo e non il fine e lui riesce a crearla con un linguaggio carico di intensità, intelligenza e lucidità. Come un bravo calciatore, Gennaro corre su e giù per il palco, butta un’occhiata alla sua platea rendendola a volte protagonista del live, osserva ogni cosa mantenendo sempre la giusta concentrazione e, alla fine, arriva in porta e segna: gli applausi e le risate sono la sua vittoria più importante perché “in questi tempi, bisogna ridere ogni volta che si può, è una medicina a buon mercato”.

    “Ve lo dico con tutto il Covid sono vaccinato, ho il green pass, il green day e anche i punti del supermercato – ci scherza su il volto dalle mille voci e dalle mille varianti -. Ringrazio chi ha messo in giro che ho rinviato lo show a causa del Covid, non è così, sto bene fortunatamente, il rinvio è stato dovuto al maltempo solo che l’unico rischio di stasera, è che io faccio assembramento da solo. Cantieri Culturali è stata una bella iniziativa, un esperimento che unisce queste due arti, cinema e teatro, e che restituisce fermento a questa città attraverso vari spettacoli e la valorizzazione di artisti locali. E poi, è una kermesse lunga abbastanza che dà ai cittadini la possibilità di trovare parcheggio su questo lungomare. Con Peppe Piromalli poi, c’è un connubio che dura da anni ma non diciamo altro perché altrimenti, domani, potrebbero uscire tesi sentimentali tra noi due”.

    Calabrese si serve di una comicità immediata e diretta, velocemente passa da sketch a un humour a volte provocatorio mettendo alla prova il suo pubblico. Un’accozzaglia di personaggi che raccontano come hanno vissuto il Covid, portano colore e brio sul palco: Alessandro Borghese con i suoi 4 vaccini perché “solo il vaccino può confermare o ribaltare il risultato, voto 10”, l’allenatore della nazionale Roberto Mancini, Cristiano Malgioglio, il presidente della Regione Calabria Nino Spirlì, il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, Riccardo Cocciante, Albano e tanti altri. Una compagine umana ben amalgamata in questo cocktail di allegria.
    La sua bravura sta nel rompere sempre l’invisibile quarta parete e lo fa in maniera così naturale che, alla fine, di ogni spettacolo è il suo pubblico ad alzarsi in piedi perché a volte, la semplicità è la carta vincente. E non sbagliamo a dire, che anche questa volta Gennaro Calabrese ha vinto.