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    Laboratorio dello Stretto. Grande successo per “Studio sulle Cinque Dimensioni”, il workshop con l’artista internazionale Gian Maria Tosatti

    Laboratorio dello Stretto. Grande successo per “Studio sulle Cinque Dimensioni”, il workshop con l’artista internazionale di Chiara Fama Gian Maria Tosatti, che ha avuto luogo, dal 19 al 23 luglio 2021, nei locali dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, diretta da Maria Daniela Maisano. Gli incontri, curati dal prof. Marcello Francolini, fanno parte di un progetto più vasto, intitolato “Laboratorio dello Stretto”, diretto da Francesco Scialò e finanziato da “Linee guida per le Istituzioni Afam calabresi”, finalizzate al sostegno di interventi a valere sull’Azione 10.5.1. del Por Calabria Fesr/Fse 2014-2020.

    In merito, venerdì 23 luglio 2021, ha avuto luogo la conferenza stampa, moderata da Antonella Postorino, Referente della Comunicazione del Laboratorio, arricchita dai preziosi interventi dei relatori partecipanti, tutti artisti e docenti dell’Accademia e degli allievi che hanno partecipato al dibattito.

    Ha aperto la conferenza Francesco Scialò, responsabile del Laboratorio dello Stretto.Siamo molto lieti di poter portare eventi formativi di questa entità all’Accademia di belle Arti di Reggio Calabria e siamo consapevoli che ciò è stato possibile soprattutto grazie ai finanziamenti del Por Calabria, che sono stati indispensabile supporto, per redigere un calendario così ricco. Preziosa la partecipazione dell’artista Gian Maria Tosatti, che ha coinvolto i ragazzi non solo con la sua arte, ma soprattutto con la parola e questo suo saper dialogare in maniera efficace con gli studenti è un dono molto importante, che non tutti posseggono. È difficile trovare sui libri ciò che Tosatti sta condividendo in questi giorni e, perciò, è una grande fortuna per noi averlo proprio qui nella nostra Accademia a Reggio Calabria. Quest’ultima si è arricchita, soprattutto nell’ultimo periodo, di docenti giovanissimi e ciò, sicuramente, ha apportato un valore in più”.

    A seguire il prof. Marcello Francolini ha affermato che: “In questa settimana gli studenti sono andati alla scoperta di vari modi per osservare l’ambiente. È molto importante per loro acquisire dei validi strumenti per il proprio percorso artistico ed è altrettanto importante imparare a lavorare collettivamente. In questo senso il workshop svolge bene le sue funzioni. Stare a contatto con un artista di tale livello permette agli studenti di scoprire che c’è un Mondo più ampio fuori e, quindi, di uscire dall’Accademia con le idee più chiare. È opportuno sottolineare che è una grande fortuna avere proprio qui a Reggio Calabria dei personaggi di Chiara Fama, che stimolano la curiosità, il pensiero e la creatività degli studenti, portandoli a produrre degli ottimi feedback”.

    Gian Maria Tosatti ha manifestato il suo dispiacere per l’assenza delle Istituzioni, sottolineando che non si tratta di una semplice polemica, ma di un vero e proprio ragionamento di merito, in quanto, sicuramente, si tratta di un’occasione mancata per constatare personalmente l’operato dell’Accademia, soprattutto negli ultimi tempi, nonché per verificare il proficuo utilizzo dei finanziamenti. Precisa, poi, l’artista: “Ci rendiamo conto che l’economia senza filosofia non va da nessuna parte. Il tempo degli artisti è limitato e arriva un momento per loro in cui sono costretti a scegliere se dare priorità a questo o a svolgere la professione di docente. Le normative hanno reso le Istituzioni, purtroppo, meno performanti. Le Università sono sofferenti in mancanza di maggiore organizzazione. Servirebbe, poi, maggiore attenzione alla costruzione di opere. Sarebbe interessante poter attivare delle cattedre di artisti di Chiara Fama. Occorrerebbe ampliare il dialogo con il Ministero, in quanto la presenza di artisti esterni penso possa essere ben somatizzata dall’Accademia. Durante il workshop i ragazzi sono rientrati in una nuova logica, compiendo uno sforzo elastico, per correggere degli errori. A volte il processo immaginativo dell’opera è inverso

    rispetto a come lo abbiamo proposto. Occorrerebbe partire dall’ascolto. Quando capiamo cosa non va si riesce ad arrivare a buoni risultati. Abbiamo fatto un uso dei luoghi molto particolare, in quanto abbiamo sfruttato conoscenza e problematiche per finalità artistiche. Quando un edificio svanisce, sparisce anche un’opportunità. Ci sono molte opere, sottratte all’uso pubblico e privato, che non sono state sfruttate. Gi spazi liberano le energie e la creatività. Con questo tipo di laboratori, aventi altre qualità, si riesce a influenzare il pensiero collettivo. Occorre, perciò, essere resistenti”.

    È stata, poi, la volta della prof.ssa Deborah Correnti, la quale precisa che: “Parallelamente alle attività sinora citate i ragazzi stanno avendo un’ulteriore esperienza laboratoriale con il workshop dal titolo ‘Materiali di uso comune si trasformano in accessori moda’. Occorre guardare i materiali di scarto con occhi diversi, per incanalarli in un processo moda. È importante destare la curiosità nel cuore degli studenti. È di rilievo, inoltre, l’interdisciplinarietà, per poter fare arte. In questo senso fotografia e moda vanno a braccetto. La bellezza creata dall’artista deve essere impressa con la fotografia. È in programma un altro progetto, che tratta la metamorfosi dei materiali, quali la seta, il bisso e la canapa. È bello utilizzare le fibre, che il territorio calabrese ci offre. Il laboratorio vedrà la collaborazione di esperti esterni, che mostreranno la trasformazione delle fibre in tessuti. Siete tutti invitati”.

    È intervenuto, poi, il prof. Paolo Giosuè Genoese, che vanta un’esperienza decennale, che ha curato per tanti anni il “Face Festival” e che così si è espresso: “L’Aspromonte è un posto strategico, ma porta in sé accezioni negative. Per questo è importante trasformarlo in qualcosa di bello. A breve avranno luogo delle residenze della durata di dieci giorni in cui gli studenti si troveranno a contatto con artisti di fama. Il workshop si intitola ‘Identitaria’ e vedrà tre interventi operati da Massimo Sinelli. È importante studiare l’identità del luogo e realizzare dei murales, per poterne raccontare la storia”.

    Prezioso, poi, l’intervento del coordinatore del progetto “Laboratorio dello Stretto”, Daniele Politi. “È importante cercare di rinnovare il sistema della formazione e inserire elementi nuovi, che generano cambiamenti, raggiungendo, così, obiettivi qualitativi. Questo è un progetto, che pone al centro gli studenti e che presenta una grande sintonia di elementi come in un puzzle. Occorre apportare azioni sostenibili in modo permanente, alimentando energie positive e ottenendo un buon riscontro con i ragazzi”.

    Conclude l’artista Ninni Donato. “Mi trovo per affinità vicino con il percorso di Tosatti, che è calato all’interno di territori fisici e mentali. Mi piace interfacciarmi con l’arte contemporanea a livello linguistico, soffermandomi sulla capacità di pensiero. A Reggio Calabria, purtroppo, è spesso difficile parlare di territorio e di inclusione, perché molte volte non riusciamo a riconoscere le potenzialità di alcuni luoghi, che, così, non vengono considerati. In questo modo l’aspetto creativo viene spesso sacrificato in favore dell’aspetto economico. Un esempio di questo sono quegli spazi culturali sostituiti da luoghi di commercio. Ciò è un vero peccato, perché la città ha potenzialmente molti spazi da poter sfruttare. Gli studenti dovrebbero uscire dalle aule, per scoprire quali sono gli strumenti da utilizzare. Noi ci occupiamo di cercare di aprire una linea di dialogo, creando quel minimo di qualità garantita, ricondotta a un buon livello culturale. Bisogna creare una linea di contatto tra linguaggi artistici e gente comune. Gli studenti meritano di avere più opportunità da alcune realtà chiuse, che hanno spesso deluso le loro aspettative”.

    Alla fine della conferenza sono emersi i feedback positivi degli studenti, che hanno espresso il loro punto di vista. Noi ne riportiamo alcuni:

    È stata un’esperienza molto produttiva, sicuramente utile, per imparare a osservare meglio l’ambiente e per cambiare il punto di vista.” (Michela Magazzù)

    L’artista Tosatti ed il professor Francolini ci hanno accompagnati in un percorso efficace dal punto di vista del pensiero. Ciò ci ha permesso di esprimerci pienamente. Innovativo partire da un oggetto, che dovrà essere decodificato dal visitatore. È sicuramente una marcia in più, per capire le sfaccettature di un luogo.” (Valentina Romeo)

    Penso sia importante integrare l’offerta formativa dello studio di nuovi linguaggi nell’arte contemporanea. Il workshop ci ha permesso di approfondire in tal senso nuove modalità”. (Ivana Pia Lorusso)

    È stato un vero onore conoscere l’artista. Grazie lui abbiamo potuto fare un approfondimento anche a livello emotivo.” (Andrea Gaetano Aliffi)

    Positive anche le impressioni dei partecipanti al workshop della prof.ssa Correnti:

    È stato molto interessante anche perché ci ha incoraggiato ad andare avanti. In queste giornate ho avuto l’occasione di realizzare due collane e una pochette che è stata realizzata con dei tessuti jeans e fiori fatti di legno. Le collane sono state realizzate, abbinate, sempre in legno. Ripeterei volentieri quest’esperienza”. (Teresa Polimeni)

    È stato molto interessante anche se non sono uno studente dell’Accademia, in realtà studio Lettere. Ho sempre avuto, però, la passione per l’artigianato, lavoro piccoli gioielli. Sono qui principalmente per un cambio di prospettiva e per assorbire l’influenza di nuovi punti di vista. Ho realizzato una borsa in maglia metallica, un anello in legno e una collana. Mi dispiace che quest’esperienza stia terminando, attendo ulteriori eventi simili.” (Mattia Bertoni)

    A seguire alcuni cenni biografici del curatore e dell’esperto:

    Curatore – Prof. Marcello Francolini – nato a Firenze nel 1984, è critico d’arte e curatore indipendente. Laurea in Storia e Critica dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Salerno, o come ama definirsi “ultimo laureando del Prof. Angelo Trimarco”. Attualmente, insegna Storia dell’arte Contemporanea, nel Corso di Pittura e Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Ha curato la mostra Bruno Munari, I Colori della Luce, insieme a Miroslava Hajek, con il patrocinio della Regione Campania, Scabec e Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee Museo MADRE, organizzata presso la Fondazione Plart di Napoli. Per lo stesso Plart, è stato consulente scientifico per l’organizzazione di diversi eventi d’arte fino al 2019, tra cui un progetto per una nuova collezione d’opere d’arte della Fondazione Banco di Napoli. Nell’attività curatoriale predilige un approccio costruttivo e progettuale, coinvolgendo gli artisti di volta in volta chiamati, a misurarsi con problematiche relative all’attuale. È il caso del progetto di residenza Dispositio ex Clausione Linearum, organizzato presso il MUDIMA Museo Diocesano di Salerno, che ha portato tre artisti a realizzare un Trittico della Società della Stanchezza, entrato poi nella collezione permanente del Museo (2018). Curatore del Progetto Primo Mercato (2017) presso la Galleria Spazio Nea di Napoli, segnalato anche sul “Il Manifesto” e “La Repubblica”. Ha collaborato con Francesca Barbi Marinetti presso la D.D’arte s.r.l. di Roma come organizzatore di eventi e come promotore culturale de Futurismo. Ha curato il progetto Linea di Contorno esponendo oltre ad una sezione di artisti emergenti, la collezione Fabio e Leo Cei di Outsider Art, a Salerno nel 2016. È presente con Progetti di curatela presso Setup Contemporary Fair di Bologna, per l’edizione 2017 (Leonarda Cianciulli-La saponificatrice di Correggio) e l’edizione 2016 (Dis-Orientarsi). Ideatore del programma radiofonico Cattivi Maestri presso l’Unisound dell’Università degli Studi di Salerno nel 2015; In Albania, a Tirana, ha curato la mostra CorpoeCorpi (2015); Sempre in Albania, ha tenuto due Seminari sul Futurismo e sull’intellettuale di tipo nuovo con l’Istituto Italiano di Cultura (2013), segnalato sul Corriere della Sera. Collabora attivamente per la rivista d’arte Exibart. Suoi contributi sono presenti anche in altre riviste come, Flash Art, Juliet Art e Biourbanismo.com.

    Ha curato diversi cataloghi d’arte per case editrici come Gangemi, Carlo Cambi Editori, Iemme Edizioni.

    Artista di Chiara Fama – Gian Maria Tosatti – nasce a Roma nel 1980. Vive e lavora tra Napoli e New York. Ha completato la sua formazione in campo performativo presso il Centro di Sperimentazione e Ricerca Teatrale di Pontedera. Nel 2005 torna a Roma per intraprendere un viaggio nel campo della connessione tra architettura e arti visive, realizzando principalmente grandi installazioni site-specific. I suoi progetti, di solito, sono indagini a lungo termine sul concetto di identità, sia sul piano politico che spirituale. I primi cicli di opere che hanno sviluppato sono “Devozioni” (2005-2011) – dieci installazioni per dieci edifici a Roma sugli archetipi dell’era moderna – e “Paesaggi” (2006), un progetto di arte pubblica nelle aree del Conflitto. (2011), basato sull’individuazione degli archetipi dell’epoca contemporanea, e le “considerazioni…”, un ciclo dedicato agli enigmi che risiedono nella memoria personale. Tra il 2013 e il 2016, la sua ricerca si è concentrata su un’opera in sette parti che ha abitato l’intera città di Napoli dal titolo “Sette stagioni dello spirito”. Tosatti è anche giornalista. È stato direttore del settimanale “La Differenza” e ha collaborato con molti giornali italiani come editorialista. È editorialista di Artribune e scrive di Opera Viva. Scrive saggi di arte e politica. Nel 2011 ha curato RELOAD, prototipo di intervento culturale urbano sul riuso temporaneo di spazi improduttivi ed è il fondatore del progetto “La Costruzione di una Cosmologia”. Il suo lavoro è stato esposto al Hessel Museum del CCS BARD (New York – 2014), al Museo MADRE, (Napoli – 2016), al Lower Manhattan Cultural Council (New York – 2011), alla Galleria Nazionale (Roma – 2017), al Petah Tikva Museum of Art (Petah Tikva – 2017), al Museo Archeologico di Salerno (Salerno – 2014) American Academy in Rome (Roma – 2013), Museo Villa Croce (Genova – 2012), Palazzo delle Esposizioni (Roma – 2008), Chelsea Art Museum (New York – 2009), BJCEM (2014), tra gli altri.