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    Ripepi ricevuto dal Prefetto Mariani sul mancato controllo dei beni confiscati alla mafia: “Soddisfazione e collaborazione reciproca”

    Un forte ringraziamento al Prefetto Mariani, che mi ha ricevuto insieme al capo di gabinetto e al vice capo di gabinetto per ascoltarmi con attenzione sul mancato controllo dei beni confiscati, in seguito alla lettera inviata nei giorni scorsi a lui, al Ministero degli Interni, al Direttore nazionale dell’Agenzia dei beni confiscati, al Procuratore Nazionale antimafia, alla Direzione distrettuale antimafia nazionale e locale. Ho visto un servitore dello Stato veramente vicino ai rappresentanti dei cittadini. Il Prefetto mi ha informato dell’attivazione di tutte le procedure necessarie per operare i dovuti controlli nell’ambito del comune di Reggio Calabria, in merito ai monitoraggi dei beni confiscati alla mafia e per i quali negli ultimi sei anni, cioè da quando è in carica l’amministrazione Falcomatà, non si è proceduto con nessuna ispezione secondo quanto previsto dallo stesso regolamento approvato dalla stessa amministrazione. Il prefetto Mariani ha delegato il vice capo di gabinetto per coordinare il nucleo, che dovrà verificare tutto il lavoro non svolto dal Comune di Reggio Calabria interfacciandosi con gli uffici preposti per il monitoraggio di tali beni, sia per quello già fatto, sia per ciò che dovrà farsi. L’incontro è stato non solo cordiale, ma anche proficuo e mi ha lasciato grande soddisfazione, perché ho trovato un Prefetto e alti funzionari, pronti a scendere in campo insieme ai rappresentanti dei cittadini per fare luce su questa vicenda, che coinvolge naturalmente anche la consigliera ex delegata ai beni confiscati, Nancy Iachino. Bisognerà infatti verificare, come l’amministrazione Falcomatà abbia eluso il Regolamento da loro stessi approvato nel 2015 e la cui unica modifica ha riguardato l’epurazione del conflitto di interessi fra amministratori e dipendenti comunali, clausola che, peraltro, proporrò di reinserire. Il prefetto Mariani ha ribadito che loro opereranno in coordinamento con il Prefetto Direttore dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati e personalmente ho chiesto aiuto, affinché io venga accompagnato in questa azione di riordino dell’attività di controllo. In particolare, considerato l’ambiente ostile incontrato e nel quale vengo ricevuto con difficoltà, vista la mancanza di collaborazione da parte del Comune reggino e degli organi preposti, ritengo opportuno essere accompagnato da un componente delle forze dell’ordine, soprattutto quando vengono richiesti documenti importanti e delicati. È fondamentale, infatti, che io possa continuare a svolgere il mio ruolo di controllore politico-amministrativo in capo alla Commissione Controllo e Garanzia insieme a tutti i commissari, con assoluta trasparenza e senza che il mio agire sia sottoposto a strumentalizzazioni, come ha fatto la consigliera Nancy Iachino, ora nell’occhio del ciclone. La reazione violenta, inusitata e livorosa della consigliera, ex delegata ai beni confiscati ha fatto ben capire a tutti, che abbiamo scoperchiato il vaso di pandora, perché è evidente che è stata scovata una falla enorme nascosta nelle pieghe dell’amministrazione Falcomatà e nell’esercizio delle funzioni pubbliche della stessa Iachino. Il comportamento della Iachino e di tutti gli uffici chiamati in causa nella gestione dei beni confiscati, non può passare inosservato e pertanto noi continueremo a lavorare in modo indefesso, insieme al prefetto Mariani ed alla sua delegata, senza tentennamenti né paure, né tanto meno ci faremo intimidire dalle azioni di Nancy Iachino, che ha già annunciato prima privatamente attraverso messaggi WhatsApp ai consiglieri comunali e poi pubblicamente, la vendetta per quanto venuto fuori. Anziché parlare della documentazione mancante prevista dal regolamento comunale, la consigliera, la cui priorità è chiedere l’inserimento nel codice etico delle questioni inerenti la pedofilia, ha voluto già praticare la sua rappresaglia personale, mettendo in moto la consueta macchina del fango. Eppure, il nostro unico interesse è quello di svolgere un lavoro condiviso con lei e con la cittadinanza per il bene della comunità, la quale non ha bisogno di amministratori disposti a nascondere le loro mancanze e a scadere nelle rivalse personali pur di non far venire fuori l’enorme vuoto politico amministrativo della sua giunta. Con il Prefetto vi è l’accordo di risentirsi e riaggiornarsi in modo reciproco e continuo, perché tutto proceda nel modo più spedito e trasparente possibile. Ho annunciato al Prefetto che chiederò un Consiglio Comunale aperto per discutere della gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata e del loro rilancio anche alla luce delle nuove possibilità di finanziamenti promessi dal Governo per il rilancio economico post Covid.