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    Reggio Calabria – Rifiuti accatastati alla Sorgente, i bagnanti: “Mostrate quanto soffre la città”

    di Grazia Candido – Quando cammini per le strade di una città, tra i suoi luoghi naturali regalati all’uomo, nei suoi angoli ci si perde tra un dettaglio e lo stupore. Non è così a Reggio Calabria, o meglio, i dettagli da osservare sono tanti ma lo stupore non c’è più perché è svanito, oscurato da quei “quadri” di degrado che sommergono la città “bella e gentile”.

    A segnalare anche quest’anno l’incuria alla Sorgente, sono i cittadini frequentatori della zona balneare che hanno deciso di trascorrere qualche ora, in una delle spiagge più frequentate della città. Le immagini mostrano cumuli di rifiuti sparsi ovunque, sotto il tunnel che consente l’accesso al mare, nell’area parcheggio, lungo la strada che porta alle varie spiagge e tra le sterpaglie.


    Insomma, nulla di nuovo, anzi, forse una cosa diversa c’è rispetto agli altri anni: i cumuli di immondizia (ci si trova davvero di tutto: da scarti di materiale edile, a materassi, ferri, pericolosi legni e casse di plastica, vestiti, ingombranti e pneumatici di auto) sono accatastati negli angoli e tra le erbacce mentre sotto il tunnel sono stati raccolti in un lato della carreggiata. Un “lavoro certosino” che però, non piace assolutamente ai cittadini più volte, protagonisti di interventi di bonifica dell’intera area.

    “La Sorgente è uno dei luoghi pubblici più importanti e frequentati di Reggio, questa spiaggia è un organo vitale da sempre, punto di incontro di giovani e non – afferma un bagnante visibilmente arrabbiato nel vedere tutta quella immondizia depositata ovunque -. Purtroppo, questa è una storia che si presenta puntualmente: all’ingresso del sottopasso, vi è un cartello che segnala la presenza di telecamere ma questo degrado ambientale e sanitario dimostra che qui non vi è alcun controllo. I rifiuti sono pericolosi ed emano un odore nauseabondo. Inoltre, in alcuni tratti, non possiamo nemmeno raggiungere con le macchine la spiaggia perché ci sono spuntoni di ferro e immondizia che bloccano il transito”.

    Mentre il cittadino ci informa che, ogni anno, ci sono gruppi di giovani che puliscono autonomamente e a spese loro la spiaggia e parte della zona, si avvicina una signora con in braccio un bambino e ad alta voce ci dice: “Un giorno o l’altro verrà un diluvio universale e ripulirà finalmente le strade di Reggio una volta per sempre. Fate sapere agli amministratori quanto sta soffrendo questa meravigliosa città e i suoi cittadini mostrando una foto di questo degrado”.

    Tra i gabbiani che volano e il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, sembra di sentire la voce di madre Natura che ci supplica a rispettare uno dei suoi figli. La disperazione di quella giovane mamma ci sprona a capire che le città sono come le persone, i luoghi mostrano la loro personalità e possono far scoccare un amore reciproco o un’antipatia ma solo se ciascuno di noi fa bene il suo dovere possiamo sapere dove c’è qualcosa che ci appartiene oppure no, dove siamo amati e dove siamo rifiutati. Per adesso, possiamo solo guardare quello che resta della Sorgente e sperare che, un giorno, forse, tutti incominceremo ad amare e proteggere la nostra incantevole Reggio.