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    Reggio Calabria, Marcianò e Iatì: “Idrorhegion e AVR, altro smacco per gli “illusionismi” di Falcomatà: ANAC boccia l’affidamento a Castore”

    Di seguito la nota diffusa da Angela Marcianò e Filomena Iatì – Ultimamente in occasione di un nostro commento sull’inversione di
    rotta nella gestione dei rifiuti da parte del Comune di Reggio Calabria,
    abbiamo avuto modo di evidenziare come la tanto sbandierata
    internalizzazione dei servizi pubblici, con affidamento alla società in
    house Castore, si sarebbe rivelata impraticabile perché in contrasto
    con la normativa vigente nonché per problematiche di natura tecnicoamministrativa.
    Questo nostro convincimento, già puntualmente espresso in un
    comunicato dello scorso 8 febbraio 2021, frutto di un’attenta lettura
    delle pronunce e decisioni adottate dalle competenti Autorità e dalla
    giustizia amministrativa è stato confermato dall’ANAC il 10 marzo
    2021, in riscontro alla richiesta di parere avanzata
    dall’Amministrazione comunale, avente ad oggetto “Affidamento
    servizi pubblici locali-clausola sociale- richiesta di parere”.
    Con il suddetto parere, l’ANAC smonta il percorso già illustrato nella
    precedente consiliatura, con convincimento da illusionista, dal sindaco
    Falcomatà e dai suoi assessori e ribadito con piglio edittale nel corso
    della campagna elettorale di settembre.
    Tre pagine e mezzo che “ricordano” all’Amministrazione comunale
    come l’Autorità, la giustizia amministrativa e la Corte dei Conti si siano
    già chiaramente espresse sull’oggetto del parere richiesto con
    decisioni, linee guida e sentenze.
    Di questo parere, trasmesso per pec al sindaco Falcomatà e che
    inviamo noi oggi agli organi di stampa affinchè venga divulgato, non è
    stata data alcuna notizia alla cittadinanza, nonostante
    l’internalizzazione (ovvero l’assunzione diretta, senza concorso) dei
    dipendenti di Idrorhegion e di AVR – le società che gestiscono oggi i
    servizi pubblici essenziali di depurazione, fognatura e raccolta rifiuti –
    abbia costituito il fulcro della propaganda elettorale di Falcomatà,
    prima e durante il ballottaggio, argomento poi progressivamente
    dimenticato e abbandonato.
    Oggi scopriamo il perché.
    Nell’attesa di conoscere la “reazione” dell’Amministrazione in merito
    alla sonora bocciatura del piano di Falcomatà da parte dell’ANAC,
    riteniamo opportuno evidenziare di seguito i due principi cardine che
    dovranno vincolare le scelte future dell’Amministrazione comunale e
    che potrebbero avere ripercussioni sul mantenimento del livello
    occupazionale attualmente assicurato nella gestione di servizi pubblici
    dalle società AVR e Idrorhegion.
    1)L’affidamento diretto di un servizio pubblico in favore di una società
    in house è possibile solo ove ricorrano i presupposti previsti dalla
    normativa vigente (Codice dei contratti pubblici e Testo unico in
    materia di società a partecipazione pubblica) le cui disposizioni,
    pienamente compatibili con la normativa europea, necessitano di una
    lettura congiunta per una loro corretta applicazione da parte delle
    stazioni appaltanti: l’affidamento in house è possibile solo se
    l’Amministrazione che intende procedervi dimostri con dati concreti
    che esso è più conveniente, sia in termini economici che in termini di
    efficienza del servizio nell’interesse dei cittadini utenti, rispetto al
    ricorso al mercato (ovvero rispetto all’affidamento ad operatori
    industriali privati esperti di settore o a società miste). Una regola che
    sarà ulteriormente rafforzata nelle prossime riforme previste dal
    PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza).
    2)La clausola sociale volta a promuovere la stabilità occupazionale del
    personale impiegato non è legittima nel caso di reinternalizzazione del
    servizio anche se affidato ad un organismo in house (ndr società
    Castore), perché comporterebbe un aggiramento del principio
    costituzionale di accesso al pubblico impiego mediante concorso.
    La clausola sociale è infatti ammissibile solo nei casi di affidamento di
    contratti pubblici a soggetti terzi mediante procedura ad evidenza
    pubblica, con espressa previsione della stessa negli atti di gara, pur
    non comportando alcun obbligo per l’impresa aggiudicataria di
    assumere a tempo indeterminato ed in forma automatica e
    generalizzata il personale già utilizzato dalla precedente impresa (ndr
    AVR e Idroreghion).
    Riteniamo importante ricordare le predette regole inderogabili,
    ribadite ancora una volta dall’ANAC, affinchè i cittadini (in particolare
    i malcapitati lavoratori delle predette società) non si facciano ancora
    una volta ammaliare da false promesse di facili ma impossibili
    assunzioni, durante la prossima campagna elettorale che auspichiamo
    essere imminente, una volta che il sindaco Falcomatà, tra brogli
    elettorali e insuccessi amministrativi, si sarà finalmente dimesso.
    Insuccessi amministrativi dei quali si tornerà presto a parlare, a
    partire dalle innumerevoli proroghe, tutte illegittime, disposte
    dall’Amministrazione comunale in favore di AVR e di Idrorhegion, a
    conferma dell’allergia di Falcomatà al mercato e alla libera
    concorrenza tra imprese.

    Angela Marcianò
    Filomena Iatì