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    Reggio Calabria – Autismo, mamma Angela: “La determina della Triade commissariale è illegittima”

    di Grazia Candido –  “La determina fatta dalla Triade commissariale qualche mese fa è illegittima”.
    Nelle parole di Angela Villani, mamma del piccolo Matteo bimbo autistico di sei anni, c’è molta amarezza ma non rassegnazione perché “la vita di suo figlio e dei tanti bambini affetti dalla sindrome di Asperger, vale molto di più e non possiamo mollare proprio adesso”.

    Si è svolto questa mattina, presso la sede dell’Asp in via Diana, l’incontro tra alcuni membri dell’Associazione “Il volo delle farfalle – Evoluzione autismo”, capitanate dalla vice presidente Villani e dal legale Stefania Pedà, e il Commissario straordinario dell’Asp Gianluigi Scaffidi per risolvere l’atavico problema del pagamento e rimborso delle spese pregresse per le cure dei piccoli.
    “Il Commissario Scaffidi ci ha detto che la determina fatta dal dottore Meloni è illegittima in quanto l’Asp ha delle regole e non si possono pagare terapie o quant’altro se non fatte in strutture accreditate. Quindi, ciò che era scritto nell’accordo della Triade non ha nessuna validità – afferma mamma Angela -. Il Commissario è stato molto educato e cortese, si è reso disponibile e ha manifestato la volontà di fare un bando per inserire nuovo personale per l’autismo. Noi aspettiamo di vedere cosa accadrà e non vi nascondo che siamo senza parole: siamo partiti con un accordo e, oggi, è tutto diverso. Il dottore Scaffidi ci ha anche promesso che ci farà interloquire con il Commissario Longo per quanto riguarda il pregresso delle spese da noi sostenute. Per il futuro, invece, si opta su nuovi bandi e l’eventuale assunzione di personale ma per quanto fiducia possa io avere, crederò in un cambiamento di rotta solo quando vedrò qualcosa muoversi. Credo nella buona fede del dottore Scaffidi ma voglio vedere cosa si farà per i nostri bambini, se saranno adottate le modalità giuste e soprattutto, se saranno garantite le cure che servono ai nostri figli. Da genitore rappresento le difficoltà di tutti e l’amarezza odierna è un sentimento comune”.
    Sconcertata mamma Angela, non cela la sua forte delusione nell’aver scoperto che “la delibera fatta dai precedenti Commissari non è valida” e anche “se ci dicono che l’Asp deve provvedere alle terapie dei bambini in modo adeguato, noi lo speriamo, ne avremo contezza solo quando le garantiranno realmente”.
    “Lo Stato non è presente, non c’è un sistema a tutela dei nostri figli. Si fa un miscuglio e i genitori continuano a fare prestiti per poter provvedere alle terapie. E’ umiliante ma per un figlio si fa qualsiasi cosa – continua Angela -. Ci hanno detto che fra due giorni uscirà il bando ma nel frattempo, abbiamo chiesto che ci venga pagato almeno il pregresso. Inoltre, ci hanno assicurato che, in settimana, andremo dal Commissario Longo. I nostri figli sono bambini speciali, non sono tutti uguali e ognuno ha esigenze diverse. Spero che venga rispettata l’ordinanza e sia mantenuta la presenza dei nostri operatori perché con nuovi terapisti i bambini dovrebbero ripartire da zero. Vigileremo ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e se le cose prendono il piede sbagliato, saremo noi ad agire in maniera giusta. Abbiamo perso troppo tempo dietro proteste, richieste, tribunali, carte e la mia preoccupazione è che si facciano ora le cose in modo adeguato, nei tempi giusti e nel rispetto totale dell’ordinanza e dei nostri bambini, con personale competente e mantenendo gli operatori  che hanno già in cura i nostri figli perché la continuità per i piccoli è fondamentale. Non si può stravolgere la loro vita e se riusciamo a fare qualcosa non sarà solo per i nostri bambini ma per tutti i bambini autistici. Non mollo questa battaglia, questa è la mia certezza – conclude mamma Angela -. Se ci siamo rivolti alla stampa e abbiamo protestato, non lo abbiamo fatto per metterci in mostra o per vittimismo, ma per chiedere un nostro diritto”.
    Il legale Pedà ci tiene a precisare “la differenza tra l’ordinanza del Tribunale e il provvedimento giudiziale con cui l’Asp è stata condannata a provvedere in via diretta o indiretta a queste terapie con metodologia Aba anche in supporto con il diritto di rivalsa nei confronti dei genitori” e “se l’Asp non è in condizioni di avere le strutture o dei terapisti che siano abilitati, accreditati, regolarmente assunti deve provvedere a rimborsare le spese già sostenute”.
    “Questo era stato anche inserito nell’accordo, diventato poi un protocollo d’intesa ed è stato recepito dalla delibera dei Commissari straordinari il 15 marzo 2021 – spiega l’avvocato Pedà -. Noi abbiamo insistito su questo e lo prevede l’accordo perché l’Asp non avendo le strutture e i terapisti, i genitori sono costretti a provvedere privatamente sborsando ingenti somme. Quindi, l’Asp si esonera dalla tipologia di terapie e rimborsa queste spese. Il rimborso non va alle strutture non accreditate ma ai genitori per le spese sostenute. Una sorta di risarcimento del danno per il genitore che non può utilizzare una struttura pubblica. Inoltre, la delibera prevede che qualora ci siano strutture certificate e terapisti idonei, i genitori abbandoneranno il privato per andare nel pubblico. E questo è più che corretto ed è quello che vogliono i genitori. Oggi, – si congeda l’avvocato – ci è stato assicurato che uscirà un bando per far accreditare terapisti e strutture e settimana prossima, il commissario Scaffidi si è preso l’impegno per accompagnarci a Catanzaro per parlare con il commissario ad acta Longo per il pagamento delle spese pregresse. Non ci stiamo imputando su queste spese per una questione economica ma perché sono passati due anni dalla prima ordinanza e per questi genitori le spese sono tantissime. Per poter pensare  al futuro, dobbiamo pensare al presente”.