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    I calabresi rifiutano AstraZeneca, le dosi spedite in Veneto

    I calabresi non si fidano di AstraZeneca. Non è una sensazione, ma una certezza per una buona parte della popolazione  Molti  cittadini della Calabria non accettano di buon grado di ricevere il preparato di Oxford e dal Nord prendono la palla al balzo.   I governatori di Friuli Venezia, Piemonte e Veneto hanno spinto affinché le dosi non utilizzate al Sud prendessero la strada del Nord dove, invece, la vaccinazione prosegue a ritmi sostenuti ed incessanti senza particolari resistenze da parte della cittadinanza.

    In Sicilia, Campania e Calabria, soprattutto tra gli over 60, si sono registrati rifiuti evidentemente indotti dalle notizie che nelle scorse settimane avevano riguardato presunti eventi avversari correlati temporalmente con la somministrazione di AstraZeneca.

    A nulla  evidentemente sono servite le rassicurazioni rispetto all’alta improbabilità che il vaccino di AstraZeneca potesse essere la causa scatenante di eventi avversai, rarissimi e molto più comuni, per paradosso, nel momento in cui si va ad assumere uno di quei farmaci che molti cittadini assumono con leggerezza al minimo problema.

    Cambia poco per il piano vaccinale nazionale, tenuto conto che alla fine si è optato per dirottare le dosi inutilizzate in Calabria al Nord.   Il Veneto sarà la prima regione a riceverle, scongiurando il rischio di vedere inceppare la propria efficacissima macchina vaccinale per mancanza di “materia prima”.

    Non una buona notizia per la Calabria, ma è cronaca che dice che la regione è quella dove c’è il più alto tasso di rifiuto del vaccino con particolare riferimento al serio anglosvedese.  Lo stesso che sta praticamente cancellando la drammaticità del Covid nel Regno Unito.

    135.000 dosi hanno già preso la strada: dalle regioni del Sud a quelle del Nord.