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    Pnrr, Vecchio (Confindustria Reggio Calabria): preoccupazione per Gioia Tauro

    Il tempo stringe e i segnali che arrivano non sono confortanti.
    Chiediamo una forte azione dei parlamentari calabresi per l’inserimento
    del porto di Gioia Tauro nel Piano nazionale di ripresa e resilienza,
    non presente nella bozza di Pnrr approvata nello scorso mese di gennaio
    e ora sottoposta alla valutazione delle Camere”. Lo afferma Domenico
    Vecchio, presidente di Confindustria Reggio Calabria, che prosegue: “Noi
    industriali reggini siamo preoccupati. Su questo versante, al di là di
    qualche iniziativa, stupisce la mancanza di informazioni per l’opinione
    pubblica e per stakeholder, associazioni di categoria e parti sociali.
    Speriamo ovviamente di essere smentiti ma, a poche settimane dalla
    presentazione a Bruxelles del Recovery plan, abbiamo il dovere di
    manifestare il timore che possa essere condizionato il percorso di
    inserimento del porto reggino in un atto strategico per il futuro del
    Paese, probabilmente destinato a determinare lo sviluppo del Mezzogiorno
    e dell’Italia negli anni a venire”. Il presidente Vecchio, che
    sottolinea “l’attenzione che il sistema nazionale Confindustria e quello
    regionale di Unindustria, sotto la presidenza di Aldo Ferrara, da mesi
    sta rivolgendo al Pnrr”, auspica “un’azione determinata quanto
    risolutiva perché il rischio di veder tagliata fuori Gioia Tauro dalla
    partita del Recovery è tale da far ipotizzare una condanna definitiva al
    sottosviluppo per un territorio che non può mantenere inespresse
    all’infinito le proprie potenzialità, mentre nel resto d’Italia si
    corre, anche per la particolare ‘sensibilità’ che la politica
    storicamente dimostra per altri scali come Genova e Trieste”.
    Vecchio conclude: “Dispiace la distrazione della politica dai temi della
    portualità. Nelle scorse settimane il blocco del Canale di Suez ha
    arrecato danni ingenti all’economia mondiale e, in particolare, agli
    scali del Mediterraneo. Noi imprenditori pretendiamo, e mi assumo la
    responsabilità del termine forte che sto usando, una classe dirigente
    capace di comprendere le dinamiche del mercato e dell’economia a livello
    globale. In questo senso, auspico in tempi brevissimi un impegno
    concreto di tutta la politica reggina e calabrese per la Zes e per le
    aree industriali. Un impegno che non si limiti a note stampa di
    maniera”.