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    Reggio Calabria – Strage vigili del fuoco, 11 Gennaio si torna in aula. Mamma Marina: “Non vendetta, desiderio di giustizia”

    di Grazia Candido – Il dolore è un tormento inimmaginabile: da fuori non si nota nulla ma ad ogni respiro, fa un male incredibile e non basta una eternità per cancellarlo. Sa bene cosa sia questa “infermità” mentale e fisica, mamma Marina che, ogni giorno, cerca negli occhi e nei sorrisi di chi le sta accanto, il suo Antonino, giovane vigile del fuoco ucciso a Quargnento in provincia di Alessandria la notte tra il 4 e il 5 Novembre del 2019.

    Tra qualche giorno, precisamente lunedì prossimo, si tornerà in aula per il processo agli imputati Vincenti, responsabili della strage alla cascina dove persero la vita i vigili del fuoco Antonino Candido, Matteo Gastaldo e Marco Triches. Nella scorsa udienza del 14 dicembre, la Corte d’Appello di Alessandria aveva respinto la richiesta avanzata dalla difesa di Vincenti, di una perizia psichiatrica per il suo assistito, accusato insieme alla moglie Antonella Patrucco dell’omicidio volontario.
    Un dolore per i parenti delle tre vittime che si rinnova ogniqualvolta si ritorna in aula e che li ricatapulta a quella tragica notte dove sogni, speranze e progetti di tre impeccabili uomini dello Stato furono completamente distrutti dalla avidità umana.
    “Sono passati 14 lunghi mesi. Quanto tempo senza poter sentire la voce dei nostri figli, senza poter godere della loro presenza, del loro amore – scrive mamma Marina -. Purtroppo, il vostro destino è stato deciso dalla cattiveria umana, da persone avide e senza cuore. Tra pochi giorni dovremo incontrare i vostri assassini ed a loro vorrei chiedere: perché? Perché non avete dato ai nostri ragazzi la possibilità di salvarsi? Perché avete deciso di stroncare le loro vite? Perché ci avete strappato una parte del nostro cuore? Sarà una fortissima emozione, una seconda pugnalata al cuore. Ma lo abbiamo promesso a voi. Insieme ci batteremo per darvi la giustizia che meritate. Ed anche se questo non vi riporterà indietro, darà un po’ di pace ai nostri cuori ed alle vostre anime, affinché possiate riposare in pace. La nostra non è vendetta, ma desiderio di giustizia. Per sempre nei nostri cuori. Nino, Matteo e Marco”.
    Se vogliamo dare un po’ di pace a questi genitori, dobbiamo lavorare per la giustizia perchè è troppo facile essere buoni. Difficile è essere giusti.