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    Reggio Calabria – Gli “angeli” del Polo Sud, una faccia della buona sanità

    di Grazia Candido – Li hanno chiamati eroi, angeli della sanità ma loro sono semplicemente esseri umani. Sono uomini e donne che hanno toccato con mano la paura, l’hanno portata a casa tutte le sere quando tornavano dai loro cari, hanno continuato a prestare servizio nelle strutture sanitarie nonostante le numerose carenze di organico, di mezzi, di luoghi dove poter impattare la terribile pandemia.

    Il Covid-19 ha travolto come uno “tsunami” il mondo della sanità, le ripercussioni fisiche, psichiche, economiche sono sotto gli occhi di tutti eppure, i nostri professionisti (infermieri, medici, operatori sanitari) hanno continuato ad indossare con orgoglio il loro camice sacrificando e mettondo a rischio la propria vita per garantire la salute degli altri tra le corsie degli ospedali e nelle aziende sanitarie.
    Tra le enormi difficoltà e criticità, gli operatori del Polo Sanitario Reggio Calabria Sud in questi difficilissimi mesi, hanno dato prova di grande capacità, spirito di collaborazione e buona assistenza dedicando sempre attenzione e importanza alle esigenze di una cospicua utenza quotidianamente presente in struttura ma, soprattutto, hanno  rispettato le norme di sicurezza pur non avendo i mezzi necessari.
    Certo, non è stato e continua a non essere un lavoro facile per gli operatori sanitari che, ogni giorno, devono cercare di soddisfare le richieste di centinaia di ammalati provenienti anche dalla Provincia ma loro sono sempre pronti ad aiutare i meno fortunati anche se spesso, quello che fanno viene duramente contestato da chi ha, probabilmente, una repulsione per le regole e non apprezza l’essenziale opera di prevenzione.
    Forse, dovremmo imparare a lamentarci di meno e a supportare chi cerca di “salvarci” la vita invece di ostacolarlo.
    I dipendenti del Polo Sud danno prova di umanità e professionalità anche se i dispositivi di protezione non sono sufficienti e le forze umane sono molto ridotte ma fanno di tutto per colmare le carenze.
    Eppure, questo non basta a molti utenti, sempre pronti a ridire su ogni cosa, a denigrare il servizio offerto. Nonostante le critiche, gli assembramenti all’ingresso della stuttura puntualmente smembrati dall’infermiera di turno e qualche offesa di troppo, i nostri preziosi operatori sanitari continuano a garantire l’operatività del sistema e non importa se qualcuno magari si lascia prendere dal livore perchè ad “abbracciarli” ci sono quelli che invece, apprezzano ciò che fanno e li ringraziano per non aver mollato e aver superato l’evidente affanno della sanità.
    “Sono anni che vengo al Polo Sud e so in che condizioni lavorano questi angeli – afferma la signora Domenica in fila anche lei per un esame ecografico -. La battaglia senza sosta contro un nemico invisibile, il Covid-19, non è finita e molti ancora non lo hanno capito. Prendersela con gli infermieri o i medici della struttura non ha alcun senso, loro stanno solo cercando di aiutare altri essere umani e tutti noi dovremmo essere grati a chi nonostante non abbia alcun aiuto dallo Stato, continua a lavorare in questi posti che andrebbero ricostruiti in toto. La presenza affidabile e generosa del personale medico e paramedico di questa struttura ha costituito il punto di riferimento sicuro per molti malati e non sbagliamo a dire che tutti questi nostri professionisti hanno lasciato un’impronta indelebile nel tessuto della società. Sono una faccia della buona sanità”.