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    Reggio, approvata la mozione che impegna la Giunta Comunale a predisporre i Progetti di Utilità Collettiva per i percettori del reddito di cittadinanza

    E’ stata presentata nel corso dei lavori della quinta commissione “Politiche sociali e della salute, sanità, politiche abitative” del comune di Reggio Calabria, presieduta da Carmelo Romeo, la proposta riguardante l’avvio dei “Progetti utili alla collettività”. L’iniziativa, che vede primo firmatario il Consigliere Mario Cardia, sottoscritta dai consiglieri comunali Filippo Burrone, Debora Novarro, Filippo Quartuccio e Carmelo Romeo e integrata dal contributo della Consigliera Angela Martino punta a coniugare lavoro e inclusione sociale attraverso il pieno coinvolgimento dei soggetti percettori del Reddito di cittadinanza.
    “Abbiamo compiuto il primo passo per consentire a coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza di dedicarsi ai lavori di pubblica utilità per la collettività, dando attivazione ai cosìdetti P.U.C. (Progetti Utili alla Collettività)”  dichiara il Capogruppo di S’intesi Mario Cardia.
    Con questo atto legislativo, i Comuni interessati avranno la possibilità di avviare i Progetti Utili alla Collettività (PUC) e definire le attività che i beneficiari del Reddito di Cittadinanza andranno a svolgere.
    La sottoscrizione dei PUC per i percettori del Reddito di Cittadinanza è un atto importante nel percorso di costruzione di un moderno sistema di welfare statale che rinsalda il patto tra Stato e cittadino oltre che di inclusione e reinserimento nella vita sociale attiva del comune stesso, dichiara il Consigliere Mario Cardia.
    I PUC possono essere svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, contribuendo alla costruzione di una comunità migliore; si tratta di progetti che devono essere svolti presso il medesimo Comune di residenza, mettendo a disposizione un numero di ore compatibile con le altre attività del beneficiario. In particolare, non devono essere inferiori a 8 ore settimanali, aumentabili fino ad un massimo di 16 ore complessive settimanali con il consenso di entrambe le parti. Il percettore di Reddito di Cittadinanza, impegnandosi gratuitamente in tali progetti, “ripagherà” l’investimento che lo Stato fa concedendogli il beneficio economico. Allo stesso tempo, si ricorda, il beneficiario dovrà comunque impegnarsi nel formarsi partecipando a dei corsi finalizzati al conseguimento di una qualifica professionale. Inoltre, deve accettare una delle prime tre proposte di lavoro presentate dal Centro per l’impiego.
    Il decreto delinea poi  i confini delle attività che possono essere realizzate e come i percettori di Reddito Di Cittadinanza possono essere impiegati, ovvero, non possono svolgere attività in sostituzione di personale dipendente dall’ente pubblico proponente o dall’ente gestore nel caso di esternalizzazione di servizi o dal soggetto del privato sociale; non possono ricoprire ruoli o posizioni nell’organizzazione del soggetto proponente il progetto e non possono sostituire lavoratori assenti a causa di malattia, congedi parentali, ferie e altri istituti, né possono essere utilizzati per sopperire a temporanee esigenze di organico in determinati periodi di particolare intensità di lavoro. Gli oneri per l’attivazione e la realizzazione dei PUC, inclusi quelli derivanti dalle assicurazioni presso INAIL e per responsabilità civile dei partecipanti sono sostenuti con le risorse del Fondo povertà, oltre che con il concorso delle risorse afferenti al Programma Operativo Nazionale Inclusione, non gravando così sui bilanci comunali.

    Un ulteriore sforzo necessario per il passaggio dall’assistenza al lavoro, verso cui tende questa Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Falcomata’, conclude il Capogruppo di S’intesi Mario Cardia.