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    Reggio Calabria – Zavettieri: “San Luca e il riscatto della Calabria”

    Riceviamo e pubblichiamo nota del sindaco di Roghudi Pierpaolo Zavettieri.

    “Oggi ho partecipato attivamente all’incontro promosso dai Sanluchesi in dissenso al servizio di Striscia la Notizia che, come consuetudine dei media nazionali, ha consegnato al resto d’Italia e del mondo lo spaccato di una terra criminale e solo criminale.
    Ottima iniziativa per ribadire la necessità di riscatto di una piccola comunità e della Calabria intera.
    Il cliché purtroppo è sempre lo stesso! Ricordo ad esempio il triste racconto di Concita Sannino su Repubblica nel 2013 che dipinse il Comune di Roccaforte del Greco come “feudo” di ‘ndrangheta. Un’altra comunità per decenni abbandonata dallo Stato ed utilizzata per amplificare la realtà della ‘ndrangheta, già intrinsecamente nociva e purtroppo anche utile a giustificare sia l’eterno commissariamento della Calabria che la rinuncia alla democrazia, allo stato di diritto ed alla “ricostruzione”.
    In questa come in altre occasioni, ho usato parole dure sia riguardo la criminalità organizzata (indiscussa piaga sociale) che per la popolazione ormai rassegnata ad una sudditanza democratica e psicologica
    nei confronti degli apparati di uno Stato “latitante” dalle nostre realtà.
    A farci riflettere basterebbe il raffronto fra i tempi record (superiori anche al modello Genova) registrati per la realizzazione dell’aula bunker di Lamezia, in cui sarà celebrato il processo dell’intera società calabrese, comprensiva -come tutte le altre regioni- di malfattori ma anche e soprattutto di persone oneste, ed i tempi biblici di alcune indispensabili opere pubbliche come il grande Ospedale della Piana o, per rimanere più vicino a casa mia, l’Istituto Alberghiero di Condofuri, iniziato 12 anni or sono e bloccato quasi a fine lavori (guarda caso!) per una interdittiva antimafia che ha colpito in corso d’opera l’impresa appaltatrice, addirittura attraverso un provvedimento della Prefettura dell’Aquila.
    In questo desolante quadro potremmo facilmente essere battuti dallo sconforto, invece la reazione più opportuna dovrà essere intrisa di coraggio, dignità e proposte fondate sul comune disagio di tutti gli enti colpiti da questi provvedimenti “speciali” che hanno solamente generato maggiore disgregazione sociale, enormi difficoltà economiche ed amministrative.
    Sino a quando lo Stato non attuerà per la Calabria una strategia preventiva fornendo occasioni di lavoro e sostegno, la nostra terra sarà considerata colonia. Solo la tenacia del popolo calabrese potrà abbattere i muri dell’indifferenza e del pregiudizio eretti da uno STATO che potrà riscattare le proprie colpe non all’interno di un’aula bunker ma sul territorio, insieme ai calabresi!”