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    Reggio Calabria – Anche Paolo Rossi sostenne il progetto del fumettista Federico

    di Grazia Candido – Il mondo dello sport e non solo, ieri, ha perso l’eroe dei Mondiali del 1982, Paolo Rossi, un vero campione la cui popolarità nonostante abbia raggiunto vette elevatissime, non lo ha mai cambiato: era l’immagine buona e sana dell’Italia nel mondo.

    Pablito, così lo chiamavano tutti, era un uomo altruista, sempre  pronto a tendere la mano al prossimo o a dare una pacca sulla spalla ai suoi avversari dopo una sconfitta sul campo. Non lo ha conosciuto personalmente ma è stato uno dei calciatori che ha sposato in pieno la mission del libro “David tra le nuvole”, il fumettista reggino Antonio Federico autore del breve romanzo patrocinato dal Coni e dalla Figc e promosso dalla Fondazione Fioravante Polito.
    “Con questo libro fumetto abbiamo voluto sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo il tema della prevenzione a tutela della salute degli sportivi dando centralità alla persona e non solo all’atleta – spiega l’autore Federico -. L’opera, dedicata ad  Andrea Fortunato, Piermario Morosini, Flavio Falzetti, Carmelo Imbriani e a tutti gli sportivi prematuramente scomparsi, è uno sprone ad andare avanti per tagliare un traguardo che vale una medaglia speciale. Il fumetto racconta la vita di un giovane calciatore colpito da un arresto cardiaco durante la Finale di un torneo e visto che ancora oggi, purtroppo, sono tante le morti in campo, è necessario intervenire in modo concreto affinché tutti gli atleti vengano sottoposti obbligatoriamente ai controlli ematici e cardiaci”.
    Un principio fondamentale del “Passaporto Ematico” di cui si è fatta promotrice la Fondazione Fioravante Polito che ha coinvolto tantissimi calciatori compreso Paolo Rossi entusiasta di un progetto volto a limitare i decessi nello sport e difendere la vita dei campioni e delle campionesse sin dall’età giovanile.

    “Per me è stato un onore sapere che l’indimenticabile campione Pablito abbia letto il mio libro e apprezzato una storia che è un monito per i bambini, gli adolescenti che praticano lo sport, a livello agonistico e non, e le loro famiglie ad iniziare i controlli emato-cardiaci fin da piccoli – conclude il fumettista che ha commosso l’Italia con la vignetta dedicata a Davide Astori, calciatore della Fiorentina scomparso il 4 marzo 2018 -. Abbiamo perso il simbolo di un Paese unito, un galantuomo sul campo e nella vita che ci ha donato tantissime emozioni ma un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda”.