• Home / CITTA / Reggio Calabria / Il circolo “Atreju” di Reggio Calabria e lo stato di salute della Sanità Calabrese

    Il circolo “Atreju” di Reggio Calabria e lo stato di salute della Sanità Calabrese

    Si è tenuto l’incontro pubblico organizzato,in modalità streaming, dal circolo di Fratelli d’Italia “Atreju” di Reggio Calabria, in collaborazione con il coordinamento provinciale, dal titolo “lo stato di salute della sanità calabrese”.

    L’evento moderato da Beniamino Scarfone e Pasquale Oronzio, rispettivamente portavoce del circolo e coordinatore nazionale di Azione Universitaria, ha coinvolto operatori del settore, dirigenti politici e sindacali in un dibattito a più voci che, nel fotografare la grave situazione della sanità calabrese, haanche offerto spunti e proposte operative per il futuro.

    Ospite d’eccezione l’on. Wanda Ferro che, da Deputato della Repubblica e coordinatrice regionale del partito, nelle scorse settimane si è resa protagonista di una forte azione parlamentare sul c.d. “Decreto Calabria”. Il parlamentarenella prima parte dell’incontro si è soffermatainfatti sull’ultimoprovvedimento legislativo: <<il nuovo Decreto Calabria mortifica una terra già ingiustamente penalizzata dalle misure restrittive decise da un governo che con la proroga del commissariamento dimostra la propria bramosia di gestire direttamente la sanità calabrese>>.Continuando nel suo intervento la stessa Ferro ha criticato il commissariamento che durante questi anni ha generato solo fallimenti: <<la sanità calabrese ha bisogno di professionistiche abbiano uno spessore manageriale>>.In conclusione l’onorevole Ferro, dopo aver ricordato i tanti emendamenti migliorativi presentati da Fratelli di Italia, ha invitato i partecipanti a guardare al futuro assicurando che il partito in Calabria ha le idee chiare su quello che serve per affrontare erisolvere le varie problematiche che affliggono la nostra sanità: <<compiere scelte serie ridando dignità alla politica seria ed onesta>>.

    Nella seconda parte dell’incontro sono intervenuti Denis Nesci, commissario provinciale di FdI, Gaetano Topa, medico e responsabile provinciale FdI sanità, Vincenzo Mollica, medico, Bruno Ferraro, componente della segreteria nazionale della FIALS e Alessandra Polimeno, psicologa ASL e componente del coordinamento provinciale.

    Denis Nesci ha sottolineato quanto il tema della sanità in Calabria sia delicato e da affrontare<<coinvolgendo direttamente il personale sanitario ed i rappresentanti delle istituzioni, da quelle locali fino a quelle nazionali>>. Nel suo intervento, il commissario provinciale di FdI, ha inoltre voluto ringraziare l’Onorevole Ferro, per la presenza e l’azione politica profusa per la Calabria e per Reggio Calabria, soffermandosi sull’importanza del prossimo appuntamento elettorale regionale e sul ruolo di FdI: <<nel rispettodegli alleati di coalizione da dirigente politico auspico che il prossimo candidato sia autorevole e vincente qualità che ritroviamo appieno in Wanda Ferro>>.

    Nel suo intervento Pasquale Oronzio si è soffermato su come l’emergenza pandemica attuale ha scoperchiato un vaso di Pandora del quale si conosceva già il contenuto: <<non scopriamo oggi che lo stato di salute del nostro sistema sanitario sia preoccupante e siamo convinti che solo attraverso una collaborazione tra le eccellenze del territorio, politiche tecniche e sanitarie, si possa ridisegnare il destino di questo settore fondamentale>>.

    Beniamino Scarfone da parte sua si è soffermatosul diritto alle cure: <<la sanità pubblica non deve esistere solo a parole, ma deve concretamente raggiungere ogni singolo cittadino italiano in tempi congrui e dignitosi>>. Per Gaetano Topa invece bisogna essere propositivi e costruttivi: <<il Decreto Calabria ha aggravato la situazione della sanità calabrese. Bisogna ritornare ad una sanità centralizzata e creare reti emergenziali sul territorio gestite con competenza>>.

    Alessandra Polimeno invece ha incentrato il suo intervento sulle difficoltà riscontrate dai calabresi a causa del COVID: <<la Calabria si è trovata impreparata a gestire questa pandemia. La sanità calabrese, anche a causa dei commissariamenti che si sono susseguiti, ha dovuto fare i conti con una scarsa presenza dell’assistenza domiciliare. Per la Dottoressa Polimeno serve un rafforzamento della struttura territoriale di medicina e prevenzione>>.

    Per Bruno Ferraro la nascita del commissariamento è frutto di una politica colpevole di non aver saputo gestire la situazione: <<sui numeri legati al bilancio della sanità calabrese nessuno è esente da colpe. Il problema della carenza del personale, con annesse questionilegate alle graduatorie, l’organizzazionedei centri Covid all’interno degli ospedali HUB e tante altre criticità sono tutte legate alla non centralità dello Stato>>. Per il Dottore Vincenzo Mollica <<la sanità non può essere trattata come un’azienda pensando solamente alla gestione dei costi.Il Covid ha scoperchiato tutti i problemi irrisolti in questi anni>>.