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    Il porto di Gioia Tauro perde pezzi, spera nella Zes, ma il MIT è attento

    Gioia Tauro (RC), l’Autorità portuale commenta il 2020: “Crescita volumi, intermodalità, diversificazione attività e nuove assunzioni”

    Per il porto di Gioia Tauro, l’anno in corso è quello della riconquista del primato nazionale nella classifica del transhipment e tra gli scali di settore più importanti del Mediterraneo.

    A suggellare il percorso compiuto è la crescita dei traffici balzati in avanti di circa il 25%, per un totale di movimentazione annuale di oltre 3 milioni di teus.

     

    Prima di giungere a questo importante risultato, diversi sono stati i passi compiuti.

     

    L’anno è iniziato con l’attracco alle banchine portuali di tre grandi gru del tipo gantry cranes, tra le più grandi al mondo, capaci di lavorare navi da oltre 22 mila teus con un braccio d’estensione che copre 24 file di container.

    Unico scalo nazionale e tra i pochi nel Mediterraneo, ogni settimana giungono a Gioia Tauro i giganti del mare: portacontainer di 400 metri di lunghezza, 60 di larghezza e con una capacità di portata superiore ai 22 mila teus.

    Per garantire queste performances, l’Autorità portuale ha dato avvio ad un programma triennale di lavori di spianamento delle dune sottomarine, create dalle eliche delle navi in entrata nel canale portuale, per un valore di 3,5 milioni di euro. In questo modo è stata assicurata la profondità del canale per permettere l’attracco in sicurezza delle mega portacontainer di ultima generazione.

    Nello stesso anno, si è giunti all’apertura dello scaloall’ingresso delle navi ultra-large (lunghezza 400 metri) anche di notte. Si tratta di una decisione strategica adottata in sinergia con l’Autorità marittima, per incrementare l’operatività dello scalo e così l’ulteriore crescita dei suoi traffici. L’obiettivo è stato raggiunto attraverso l’installazione di un sistema di rilevamento e gestione dei dati relativi alla corrente, all’altezza delle onde, alla marea e ai dati metereologici.

    Per completare la piena funzionalità del terminal, l’Ente ha, altresì, deciso di partecipare ad un investimento di oltre 8 milioni di euro, destinato a finanziare i lavori di risanamento di banchina e l’adeguamento strutturale della pavimentazione.

    Tra le altre scommesse vinte la definizione del percorso che porterà all’avvio del gateway ferroviario, già completato dall’Autorità portuale, che sarà gestito dalla società MCT spa. Si tratta di un importante passo che consentirà l’esercizio del traffico ferroviario portuale, grazie anche alla cessione della gestione, a cura di RFI, del raccordo ferroviario che da San Ferdinando arriva a Rosarno. Si giunge così alla concreta configurazione del porto di Gioia Tauro come porto gateway e non solo di transhipment.

    Con lo sguardo all’occupazione, in azione sinergica con i Ministeri competenti, è stata trovata la soluzione giuridico-legislativa per ampliare il numero degli iscritti all’Agenzia portuale. Una determinazione innovativa che ha permesso, anche, ai lavoratori licenziati dalle imprese ex artt. 16 e 18 della legge 84/94 di confluire nella Gioia Tauro Port Agency. Si tratta di circa 70 lavoratori che rischiavano di uscire, definitivamente, dal mercato del lavoro.

    Nel corso dell’anno, sono stati portati a termine una serie di concorsi pubblici, al fine di completare la disponibilità delle posizioni lavorative della pianta organica dell’Ente. L’obiettivo è stato quello di dare supporto alla piena operatività degli uffici che, pur con egregi risultati, anche evidenziati dalla relazione annuale della Corte dei Conti, necessita di ulteriore forza lavoro per rispondere, in modo ancora più celere, alle istanze lavorative che giungono da tutti gli scali ricadenti nella propria circoscrizione.

     

    Per dare supporto alle operazioni di pilotaggio delle mega portacontainer lungo il canale, l’Autorità portuale di Gioia Tauro ha acquistato un sistema di rilevamento Channel Pilot MK3, dato in comodato d’uso alla Compagnia dei piloti del porto. Si tratta di una strumentazione, dotata di sistema di geo-localizzazione, capace di offrire una vasta gamma di dati di precisione a supporto delle attività di manovra, in grado di aumentare la sicurezza in tutte le situazioni di scarsa visibilità, come accade nel corso delle ore notturne, o anche per motivi dimensionali, come nel caso di ingresso e manovra delle grandi navi che operano in spazi ristretti.

     

    Nel suo futuro, attraverso una specifica programmazione, si punta al nuovo bacino di carenaggio che, una volta costruito grazie a 30 milioni di euro di Fondo per la progettazione delle opere prioritarie, consentirà la manutenzione delle grandi portacontainer. Si potrà, così, dare avvio alla diversificazione delle attività portuali, oltre il transhipment, che permetterà un importante e cospicuo aumento dei posti di lavoro.