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    Zavettieri: “La Calabria non reggerà una nuova zona rossa”

    “Leggo in queste ore sui social reazioni pesanti nei confronti della Politica, e sento il bisogno di associarmi a quanti protestano perché è realmente la politica ad aver fallito – afferma il sindaco di Roghudi Pierpaolo Zavettieri -. È corretto però fare delle puntualizzazioni, affinché il cittadino comune – portato ad essere ormai distante anni luce dall’interesse verso la gestione della cosa pubblica – non faccia di tutta l’erba un fascio e si scagli anche contro il semplice amministratore di condominio. È giusto infatti precisare che da qualche decennio i comuni, unico vero presidio di democrazia rimasto in piedi in mezzo alla barbarie, sono stati lasciati senza alcuno strumento per fornire i servizi e regolare la quotidiana vita sociale. Sono stati lasciati troppo spesso senza voce: in questi anni l’interlocuzione ed il coordinamento con il sistema sanitario regionale non è mai avvenuta, nemmeno dopo innumerevoli richieste formali ed accertate necessità.
    D’altro canto, in questi stessi anni i cittadini, gli stessi che oggi puntano il dito, sono stati spesso chiamati a raccolta (da sindacati, politici o semplici comitati cittadini) per difendere la sanità territoriale, ma in larga parte questi si sono girati dall’altro lato.
    Il quadro della sanità calabrese, oggi, è rappresentato plasticamente dallo stato degli ospedali di Polistena, Melito e Locri, che versano in condizioni drammatiche. Fatte queste premesse *risulta inaccettabile dover chiudere la regione Calabria e cagionare danni economici irreparabili* per la carenza di strutture sanitarie.
    Nonostante la nostra regione venga classificata ad alto rischio, rimaniamo fra le regioni con un numero di contagi molto basso e questa condizione di precarietà la dobbiamo prevalentemente ad un sistema sanitario regionale al collasso. Dopo più di dieci anni di gestione Commissariale si è addirittura raggiunto l’apice con il “decreto Calabria” che la politica grillina in queste ore ha pensato bene di prorogare.
    Sembra un film di Stanley Kubrick, o di Dario Argento, per gli amanti del cinema italiano. Ma è l’amara verità. Un film muto fatto di scene assurde e composto di fotogrammi sbiaditi e girato pure male.
    Un esempio di scena assurda? Basti pensare che in merito alla realizzazione di nuovi posti di terapia intensiva e l’acquisto di strumentazioni per affrontare l’emergenza, il 6 aprile 2020 il Commissario Nazionale per l’emergenza CoVid-19, Dott. Massimo Arcuri, ha disposto che il Soggetto Attuatore di Protezione Civile della Calabria, Dott. Antonio Belcastro non potesse più effettuare spesa per l’acquisto di apparecchiature e strumentazioni.
    Anche in questo caso i cittadini sono stati costretti a subire gli effetti del malgoverno.
    Mentre i sindaci e gli eletti nelle istituzioni locali chiedono un confronto ai responsabili delle Aziende sanitarie, anche per poter denunciare alcune disfunzioni del sistema, i commissari delle aziende, il commissario regionale e lo stesso Ministero della Salute latitano e si guardano bene dal confrontarsi.
    In tal modo agli occhi del popolo non dovranno rispondere dei debiti che hanno cagionato e dello sfascio che hanno lasciato.
    “Calabria Zona Rossa” un film figlio di una regia indecente, in cui i figli di questa terra bellissima scappano a decine a gambe levate. Alla ricerca di quella normalità, ormai, perduta”.