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    Reggio Calabria – Strage vigili del fuoco, Corte Costituzionale: “Nessun rito abbreviato”

    di Grazia Candido – “Fiat iustitia ne pereat mundus” (letteralmente “sia fatta giustizia perché non perisca il mondo”) è il primo commento che Ilaria, sorella del vigile del fuoco Antonino Candido, scrive sulla propria pagina Facebook dopo aver appreso la decisione della Corte Costituzionale pronunciatasi sulla costituzionalità della modifica alla legge che impedisce di accedere al rito abbreviato per i reati punibili con l’ergastolo.

    Nessun rito abbreviato quindi, per i responsabili della strage di Quargnento dove persero la vita tre giovani vigili del fuoco Antonino Candido, Matteo Gastaldo e Marco Triches durante un intervento notturno.
    Arriva come un fulmine a ciel sereno, la decisione tanto attesa dai parenti delle vittime, della Corte Costituzionale che respinge il ricorso mettendo nero su bianco un secco “NO” agli sconti di pena per i reati che prevedono l’ergastolo. Questo vuol dire che i coniugi responsabili della strage di Alessandria, Giovanni Vincenti e Antonella Patrucco, saranno giudicati con rito ordinario per l’accusa di omicidio volontario avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 Novembre del 2019.
    I Vincenti sono stati già condannati in abbreviato a 4 anni di carcere per i reati minori di truffa all’assicurazione, crollo della cascina e lesioni aggravate ai tre soccorritori rimasti feriti, una pena ridotta che non ha tenuto conto la richiesta da parte dell’accusa a 18 anni e che aveva scosso parecchio l’opinione pubblica.
    Adesso, però si apre un nuovo capitolo processuale il cui dibattimento riprenderà con il rito ordinario il prossimo 14 dicembre.
    Un tenue sorriso solca i volti devastati dal dolore dei parenti di Nino Candido che con fermezza, oramai da 12 mesi, invocano giustizia per i tre ragazzi uccisi.
    “Grazie angeli. Che giustizia sia fatta – si rivolge così ai giudici mamma Marina -. E’ difficile vivere senza mio figlio. Spesso, mi sembra di sprofondare ma è quando tocco il fondo che mio figlio mi tira su. Lo devo a lui, al mio Nino, devo andare avanti e combattere, vivere e sorridere per lui. Non è facile ma con il suo aiuto ce la farò. Chi ha ucciso Nino, Matteo e Marco deve pagare il debito con la società. I nostri ragazzi, quella sera, hanno svolto il loro lavoro, con scrupolosità e, indossando la divisa di vigile del fuoco, hanno scelto di essere servitori della Patria alla quale hanno fatto un giuramento di fedeltà che non va assolutamente dimenticato. Nessuno ci toglierà mai il dolce ricordo di Antonino, Matteo e Marco”.
    Il destino decide chi entra nella tua vita ma solo ognuno di noi può decidere chi resterà per sempre nel cuore.