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    Reggio Calabria – L’omaggio dei ragazzi della Curva al vigile del fuoco Nino: “Continua a tifare da lassù”

    di Grazia Candido – “Nessuno muore in terra finchè vive nei cuori di chi resta”. Una frase accompagnata da un grande cuore rosso campeggia su uno striscione esposto ieri sera fuori dal Santuario di San Paolo alla Rotonda dove è stata officiata da don Giacomo D’Anna una messa in memoria di Nino Candido, giovane vigile del fuoco ucciso a Quargnento il 5 Novembre del 2019 insieme ai colleghi Marco Triches e Matteo Gastaldo.

    Una giornata di ricordi, celebrazioni religiose e civili al Comando provinciale dei vigili del fuoco di Reggio Calabria e di Alessandria per ricordare i tre uomini dello Stato ad un anno dalla loro prematura scomparsa.
    Antonino oltre ad amare la divisa che indossava, amava lo sport, la sua Reggina calcio e proprio gli amici della curva dello Stadio “Oreste Granillo”, hanno voluto stringersi al dolore della famiglia nel pieno rispetto delle regole imposte dall’emergenza sanitaria esponendo dopo la santa messa, uno striscione consegnato a mamma Marina.
    “Nino era un grande tifoso, un compagno di avventura – lo ricorda un amico -. Insieme abbiamo fatto gemellaggi, derby, trasferte più e meno lunghe, il tutto a prescindere dai risultati della squadra. Insieme a tanti ragazzi della Curva, si è creata una condivisione costruita di domenica in domenica, sugli spalti e, con molti di questi, la semplice conoscenza si è trasformata in una solida amicizia fuori dal campo. Nino era fatto così, un ragazzo genuino e semplice. Il suo cuore era amaranto come i colori della Reggina e anche se non è più con noi, continuerà a tifare da lassù per la sua maglia”.


    Quella di Antonino era una passione forte, mai abbandonata dalla prima volta che ha varcato l’ingresso dello stadio “Granillo” e sono proprio i suoi amici, a ricordarlo come un ragazzo mite, mai violento, sensibile e gioioso. Un uomo umile, un grande lavoratore, sempre altruista e disponibile con tutti.
    Ieri, un’intera comunità ha voluto ricordare Nino, Matteo e Marco con messaggi, video, foto sui social, fiori deposti al cimitero e al monumento dei caduti di fronte la caserma dei Vigili del Fuoco e l’esposizione di una gigantografia con i volti dei tre vigili del fuoco affissa alla parete del Comando in via Sbarre centrali.
    Tre volti sorridenti e rassicuranti che spronano l’Italia e chi dovrà giudicare i responsabili della strage di Quargnento  a ricordare che quello che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo.