• Home / In evidenza / Reggio Calabria – La denuncia di una disabile: “Inchiodati a casa da un Governo senza cure e prospettive”

    Reggio Calabria – La denuncia di una disabile: “Inchiodati a casa da un Governo senza cure e prospettive”

    di Grazia Candido –  “Da 15 anni sono una donna disabile e credo che lo Stato non debba aggiungere altre sofferenze a quelle che già impone la mia malattia. I portatori di handicap sono abbandonati e inchiodati in un letto di casa senza cure e prospettive”.

    Maria Grazia Rizzo, giovane mamma di 39 anni sulla sedia a rotelle dal 2005 a causa di un incidente, urla la sua disperazione per denunciare la mancanza spesso insufficiente di assistenza domiciliare, forniture di prodotti sanitari, scomodi e di qualità scadente e che non rispettano lo specifico bisogno di assorbenza.
    Si tratta di problematiche di non poco conto, se consideriamo quanto importante sia, per una persona che ha perdite urinarie, poter contare su un dispositivo (pannolone) che permette di restare asciutti, così da scongiurare la proliferazione di germi, cattivi odori e, nei casi più gravi, la comparsa di piaghe da decubito.
    “Molti mi dicono che noi disabili siamo fortunati ma io non posso donare la mia disabilità a chi non crede l’incubo che vivo ogni giorno. La disabilità non è un vestito che puoi cambiare o buttare se non ti piace ma una condizione permanente che ti accompagnerà per tutta la vita – afferma Maria Grazia -. Mi piacerebbe rimanere senza benzina, spingere la mia macchina e non aspettare più che qualcuno sposti la carrozzina. Vorrei camminare sulle mie gambe ed entrare senza avere la paura di gradini e mancate pedane, dentro un negozio per fare shopping. Vivo sulla mia pelle stupidi pregiudizi, il disagio fisico, il dolore emotivo e soprattutto, i continui  tagli alla Sanità che condizionano la mia esistenza. Ogni giorno, mi scontro con i deficit di un’azienda sanitaria sprovvista di assistenza, mezzi e forniture. Settimanalmente devo recarmi alla struttura sanitaria per ritirare le traverse che, purtroppo, non sono più resistenti come una volta o le sacche di drenaggio necessarie per la raccolta delle urine per me fondamentali e senza le quali posso avere serie complicazioni se non faccio l’irrigazione intestinale. A me servono al giorno 3, 4 panni ma la fornitura concessa è di 90 presidi sanitari assorbenti (pannoloni), 60 traverse e 60 strisce. Numeri irrisori anche se qualche genio mi ha consigliato di tenermi la pipì per evitare i viaggi della speranza all’Asl e quindi, file e attese. Ma perché dovrei venir meno ad un mio diritto? I disabili sono importanti solo durante il periodo elettorale, poi veniamo dimenticati. Non esistiamo più”.
    La giovane mamma lamenta anche “una assistenza domiciliare latente e ridotta anche a causa del Covid”.
    “La situazione è esplosiva, basta alibi e scuse – continua Maria Grazia -. Il servizio socio-assistenziale è fondamentale e molti disabili si sono visti dimezzare l’assistenza a casa da mesi. Le cure domiciliari non possono essere ancora una volta sacrificate, farlo sarebbe una tragedia. E non possiamo rimanere parcheggiati a casa in balia dei familiari a tempo indefinito. Chi ci governa non deve dimenticare che esistono tante realtà fragili che attendono risposte concrete. Occorre investire molto di più nella sanità territoriale e in un welfare di prossimità che sappia combinare la gestione ospedaliera con quella domiciliare piuttosto che gettare soldi in Commissariamenti o altro”.