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    Il Coordinamento di Quartiere di Arghillà si rivolge al Presidente del Consiglio Conte per l’emergenza rifiuti

    Il Coordinamento di Quartiere di Arghillà, (Reggio Calabria)  composto da associazioni e cittadini della zona impegnati nella difesa dei beni comuni  ha inviato un esposto al Presidente del Consiglio dei Ministri, e ai Ministri per l’Ambiente e per la Salute, lamentando una violazione della Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo a causa del perdurante stato di emergenza rifiuti.

    E’ stato chiesto un risolutivo intervento dello Stato Italiano, garante del rispetto dei diritti fondamentali della persona,  in favore dei cittadini  al fine di rimuovere la massa di rifiuti maleodorante che si accumula  da tempo   nel quartiere, trasformato in una discarica a cielo aperto, che mette a repentaglio la salute delle persone, la salubrità e l’igiene dei  luoghi dove abitano migliaia di cittadini e che sta portando la popolazione all’esasperazione.

    A parere del Comitato, tale situazione  di degrado, che si protrae da mesi, rappresenta una palese violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo in quanto attenta ad alcuni dei diritti  insopprimibili dei cittadini,alla salute, all’ambiente salubre, ad una vita familiare e privata dignitosa,  come tali tutelati dall’art.8 della Convenzione e messi in pericolo dalla situazione in atto, cui evidentemente le Autorità locali preposte, nonostante da tempo attivate,  non riescono o non possono   farvi fronte.

     

    In data 9.11.2020 e 10 .11.2020 rispettivamente il Prefetto di Reggio Calabria  e il dirigente del settore Ambiente del Comune di Reggio Calabria, sollecitati dallo scrivente Comitato, valutata  la fondatezza, la pericolosità  e indifferibilità  dello stato di emergenza ambientale evidenziate dal Comitato,  hanno impartito  precise disposizioni per porre rimedio alla situazione, aggravata dall’ingresso della Calabria in zona rossa per l’emergenza Covid,  senza alcun risultato apprezzabile alla data odierna,  rendendo insopportabile la vita dei 6.000 abitanti, ristretti nelle loro abitazioni rese invivibili e insalubri, e fonti di gravi danni alla salute, soprattutto per i  soggetti fragili come minori, anziani e disabili, per i quali anche  il Garante Metropolitano per l’Infanzia della Città Metropolitana di Reggio Calabria ha più invocato il rispetto dei diritti.

    Preso atto che identica richiesta di aiuto inviata alla Protezione Civile Regionale  è rimasta tuttora  senza alcun riscontro, il Coordinamento di Quartiere, ritenendo esauriti tutti i tentativi possibili in sede locale, si è rivolto al Presidente del Consiglio dei Ministri dello Stato Italiano, responsabile direttamente nei confronti dei singoli cittadini del rispetto della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo, chiedendo di attivare tutti i poteri in capo alle sue articolazioni e ministeri e per l’effetto adottare  gli interventi  idonei ed  indifferibili per rimuovere  con effetto immediato  le   discariche tuttora presenti nel Quartiere,  testimoniate dalle foto allegate scattate in data odierna, ripristinando la vivibilità e salubrità dei luoghi, dando notizia degli eventuali interventi programmati nonché delle auspicabile regolare  ripresa della raccolta dei rifiuti allo scrivente comitato.