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    Ancora una volta la Regione Calabria ha bloccato il mondo dell’edilizia

    Riceviamo e pubblichiamo da Jose Campisi, Arrigo Lagazzo e Elisa Curciarello – Ci risiamo!Ancora una volta la Regione Calabria ha bloccato il mondo dell’edilizia! Ancora una volta senza un adeguato collaudo nonché formazione degli operatori pubblici ha imposto a tutti i professionisti dell’edilizia una piattaforma informatica: CALABRIA SUE (Sportello Unico Edilizia).Questa avrebbe dovuto permettere un’agevole presentazione dei progetti di edilizia – privata e pubblica – ai vari enti preposti (comuni, sovrintendenza, bonifica, Anas, ex Genio Civile, ecc) e di conseguenza un celere rilascio di autorizzazioni e pareri.Invece, i professionisti per trasmettere un progetto impiegano enormi energie, tempo, risorse, che non potranno mai essere ricompensate dai committenti; oltre al fatto che gli operatori degli Enti che lo ricevono molto spesso non si degnano di scaricarlo, non comunicano in alcun modo ai professionisti o ai titolari lo stato della pratica, la sua approvazione o rigetto.Inoltre, all’interno del portale SUE è stata fatta confluire la fantomatica piattaforma SISMI.CA., per la trasmissione degli elaborati strutturali al Dipartimento regionale Lavori Pubblici (ex Genio Civile), E qui il problema si fa più serio.Mentre CALABRIA SUE è stata realizzata da un organismo in house providing della Regione (Fincalabra S.p.A.), la piattaforma SISMI.CA è stata creata dalla società SINERGIS (oggi DEDAGROUP -società che opera nel settore dell’information technology) al modico costo di 1 milione di euro, in sostituzione di un’altra piattaforma telematica – SI-ERC (società EUCENTRE- formazione e ricerca nel campo dell’ingegneria sismica) -costata 1 milione e 200 mila euro ed utilizzata per solo 4 anni.La piattaforma SISMI.CA è stata fortemente voluta dall’allora Assessore alle Infrastrutture e Lavori Pubblici prof. Musmanno con l’avallo acritico degli irremovibili dirigenti tecnici dell’Assessorato – ing. Pallaria e ing. Iiritano – (pur variando negli anni il governo regionale questi dirigenti sono sempre rimasti sulle loro poltrone, secondo una consuetudine consolidata nella Regione Calabria che ha prodotto i risultati emersi in questi giorni sulla gestione della sanità). SISMI.CA, entrata in vigore il 1 gennaio 2017, ha presentato sin dall’inizio disfunzionalità, incongruenze con norme regionali e statali, carenza di un adeguato servizio di assistenza, ecc., al punto che la Giunta Regionale, di seguito alle continue proteste degli Ordini professionali, ha deliberato un regime transitorio durante il quale, indipendentemente dalla tipologia dell’opera, i professionisti potevano trasmettere il progetto nella categoria “altre opere”. Periodo transitorio che si è esteso, delibera dopo

    delibera, al 31 dicembre 2020. La piattaforma presentata come sistema di controllo della qualità sismica delle opere e conseguente rilascio di autorizzazione, viene usata da anni solo per il deposito degli elaborati.Il portale di CALABRIA SUE ha una struttura simile a quella di CALABRIA SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) già operante da tempo, non particolarmente complessa ed impegnativa, molto intuitiva anche se in alcuni punti farraginosa, sicuramente migliorabile. Il nuovo portale è composto, quindi, da due anime (SUE-documentazionearchitettonico/amministrativa e SISMI.CA-elaborati strutturali), la semplicità della prima si è andata a scontrare con la complessità, inadeguatezza, malfunzionamento della seconda. Qualcuno, nel testare il portale, si sarebbe dovuto accorgere della mancanza della famosa interoperabilità tra le due parti, ma ciò non è avvenuto!A questo punto, i professionisti (architetti, ingegneri, geologi, geometri, agronomi, periti) si pongono molte domande, tra cui: ■perché la Regione Calabria ha pagato piattaforme senza aver avuto sufficiente cura di testarle -i dirigenti tecnici dell’Assessorato Lavori Pubblici erano tenuti a verificarle e valutarle anche in virtù del loro impatto sul mondo dell’edilizia-; ■perché, ogni volta, le ha imposte e rese operative senza tener conto della difficoltà dell’interscambio dati tra applicazioni e sistemi diversi; ■perché la Regione Calabria ha sostituito una piattaforma (SI-ERC) con un’altra (SISMI.CA) dopo solo quattro anni, quando le parti (operatori pubblici e professionisti) avevano acquisito conoscenze e pratica, superando molte difficoltà;■perché il legislatore, pur sapendo del malfunzionamento di SISMI.CA, l’ha fatta inserire in un portale che avrebbe potuto in qualche modo essere funzionante; e soprattutto, ■perché i responsabili degli uffici tecnici ignorano i progetti trasmessi con CALABRIA SUE; ecc eccLa Regione Calabria, dopo tutti questi anni di esperienza, avrebbe dovuto comprendere che imporre un portale senza la giusta sperimentazione, divulgazione, formazione – soprattutto degli operatori degli enti -, avrebbe portato nuovamente al blocco del settore edilizio, per mesi e mesi.Chi ci guadagna in tutto ciò, chi ci ha guadagnato, certamente non il mondo dell’edilizia, certamente non i professionisti del settore, certamente non i cittadini calabresi.Per poter continuare a lavorare nel settore edilizio in questa terra, la Regione Calabria dovrebbe almeno rivedere CALABRIA SUE, scorporando SISMI.CA, in modo che le due piattaforme funzionino separatamente, unendo eventualmente le parti di un progetto presentate sull’una e sull’altra tramite un semplice codice univoco.

     

    Il Comitato Liberi Professionisti FATECI LAVORARE Regione Calabria